Emergere

Quando iniziai a organizzare i primi incontri di poesia presso il Caffè Galeter – parliamo dell’inverno 2007/2008 – il locale era frequentato principalmente da musicisti e da appassionati di musica, vista la regolare programmazione musicale che ancora oggi da spazio a chi la musica se la scrive di proprio pugno. Erano già iniziate le esposizioni fotografiche e pittoriche, e con esse alcune essenziali rappresentazioni teatrali di stampo comico. Quello che mancava era proprio la letteratura. Mi promisi dunque di far divenire il Galeter luogo d’incontro, ma soprattutto punto di ritrovo, di sperimentazione e cratività in particolar modo per gli amanti della poesia.

Valeria Raimondi è proprio una di queste persone che poco a poco hanno iniziato a frequentare gli incontri di poesia del Galeter sino a diventare ora una delle figure immancabili ed insostituibili, nelle serate degli eventi, ma anche negli incontri informali. Ha già partecipato più volte ai nostri reading e ha contribuito all’organizzazione e allo sviluppo delle idee per altre, come accaduto con Koyaanisquatsi, dove ha proposto lo “sketch” fornendo la tuta ignifuga a Paolo Savani per la recita della poesia Bomba di Gregory Corso. Prima di arrivare al Galeter, Valeria, nata a Chiari, in provincia di Brescia, ha partecipato alle attività del gruppo Meteora. Organizza letture pubbliche in luoghi quali caffè, circoli letterari, biblioteche, ma anche mulini, paesi di montagna e stazioni. Nel 2008 ha presentato il recital “Poesie in chiave di sol”. Nel 2009 ha realizzato artigianalmente la sua prima raccolta di poesie intitolata “Percorsi in…versi”, poesia estratte dall’omonimo spettacolo. Attualmente l’attrice Bruna Bottesini e Gerardo Ferrara stanno portando in giro uno spettacolo sviluppato da suoi testi, che presto giungerà anche al Galeter.

Senza dilungarmi in introduzioni critiche, di Valeria propongo alcuni testi che si trovano perfettamente con l’atmosfera del Galeter.

LA PAROLA PESA Più DEI SASSI

La parola pesa più dei sassi,
non mette le ali ma scava sul fondo,
spoglia le mani di azioni e riempie le veglie
di sogni
costruisce mondi stupendi
e lontanissimi.
Quando sogneremo con le mani saremo uomini
e tutti gli uomini saranno poeti.

STRADE

Dopo il saluto e prima dell’incontro
è il po’ di strada che incrociano i miei passi
con quelli vostri,
sul filo del sentito di altre vite
spiate al buio con un occhio solo

Ma son le sole, le uniche che posso
quindi sentire il fruscio di tanto amore,
tanto dolore che ritorna tutto adesso,
che lascia soli insieme
brucianti senza pelle e nulla addosso

Bisogna aver la natura di chi resta
per partire all’improvviso e poi tacere
e rinunciare allora alle parole
è rinunciare a nascere di nuovo
è come dire che si può un po’ morire.

SPIO IL MONDO

Spio il mondo
da un buco scavato
nel fondo
della più sotterranea tana
della più inutile landa
avvolta da nebbie e da fumi.
La mia iride è un diamante azzurrino.

STAZIONE

E vengo a cercarti qui
al capolinea di tutti i binari morti
perché questo amore è una vecchia stazione
del lontano ovest

Troppa fantasia nelle tue mappe aperte
mi ha portato troppo lontano
e tu,
non ti sei mosso da lì

Ho sognato
fermata dopo fermata
di restare in uno qualunque di quei luoghi
e di sentirne gli odori

ma qui tutto si copre di polvere gialla,
non abita nessuno
e ormai so solo vedere
attraverso i tuoi occhi

Ma è che si incontrano qui
il tuo viaggio
e le mie illusioni,
il mio sogno ostinato
e poi,
non conosco la via del ritorno
e mi sono spinta troppo avanti
per raggiungerti ora … sul divano.

LOCANDIERA
(dedicata alla donna che nel suo locale di Montichiari offre vino e arte)

Ecco la locandiera
regina senza orpelli
i gialli e i rossi ambrati
riflettono i capelli

Che lievemente fluttuano
nella sfera incantata
bagliori di bottiglia
sciroppi e marmellata

Son fogli di giornale
letture e giochi e gente
tavoli un po’ spaiati
sono spiriti ed essenze

Mi piace la lentezza
di chi si sa fermare
di chi fa quattro chiacchiere
di chi le lascia fare

Di chi offre da bere
liquori ricercati
sedendosi un po’ insieme
fumandosi parole

Il tempo è già perduto
il tempo non esiste
il tempo guadagnato
è quello che resiste,

con un’occhiata attorno
che sembra un po’ sbadata
su e giù per quella scala
sospesa tra arte e vita.

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Published in: on 12 gennaio 2010 at 17:37  Comments (1)  
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  1. davvero belle…
    grazie


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