Crowdfunding per il progetto POETRE

L’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pellicano e con Gilgamesh Edizioni lancia una campagna a sostegno del progetto POETRE, curato dalla poetessa e traduttrice Valbona Jakova.

crowdfunding

La finalità dell’aiuto richiesto è nella realizzazione di due libri tradotti in lingua albanese dalla poetessa e traduttrice Valbona Jakova:
POETRE I : Una vibrazione ondeggiante delle ali. (testi di Andrea Garbin, Rosana Crispim Da Costa, Viorel Boldis)
POETRE II : L’onda dentro che sospinge. (testi di Valeria Raimondi, Beppe Costa, Jack Hirschman).
Lo scopo di questa collana è quello di creare possibilità di incontro e gemellaggio tra poeti di differenti nazionalità e culture, di creare collaborazioni tra i poeti e i traduttori e di far conoscere nei differenti paesi la parola poetica di autori che ancora non sono tradotti, andando quindi anche a coprire lacune e mancanze editoriali.

fronte poetre II

Su invito di alcune istituzioni in territorio albanese, dal 23 al 29 aprile, alcuni autori del Movimento dal Sottosuolo, ed altri, si recheranno in Albania per portare avanti il progetto POETRE. Questo dei gemellaggi culturali, artistici e poetici, nasce nel 2010 con la collana POETHREE, inizialmente edita da Thauma Edizioni ed ora da GILGAMESH EDIZIONI, e che ha visto in passato un gemellaggio con l’Irlanda, un libro con la Polonia e lo scambio culturale con la serbia nel festival SCONFINATEMENTI di Brescia e presso il circolo culturale universitario di Kragujevac.

Il progetto di crowdfunding è stato lanciato per coprire, almeno in parte, le spese di viaggio degli autori coinvolti e quelle di realizzazione dei due libri tradotti da Valbona Jakova:
POETRE – una vibrazione ondeggiante delle ali. (testi di Andrea Garbin, Rosana Crispim Da Costa, Viorel Boldis)
POETRE II – l’onda dentro che sospinge. (testi di Valeria Raimondi, Beppe Costa, Jack Hirschman).

Se pensate che il nostro progetto sia valido e vi sentite di poter contribuire potete trovare tutte le informazioni al seguente link
https://www.produzionidalbasso.com/project/poetre-2-londa-dentro-che-sospinge/

http://www.movimentodalsottosuolo.com/

Basir Ahang, Sogni di tregua (presentazioni e letture di Febbraio)

L’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo e Gilgamesh Edizioni sono lieti di informarvi dell’approssimarsi di quattro nuovi straordinari incontri con BASIR AHANG.

Scafati (SA)
sabato 20 ore 10
Liceo Scientifico Caccioppoli
Via Domenico Vellica, 56
incontro con gli studenti
a cura di Marcella Testa e Andrea Garbin

Castellammare di Stabia (NA)
sabato 20 ore 18
Circolo Nautico Stabia
via Giuseppe Bonito 2
organizzato dall’Associazione Achille Basile
a cura di Carmen Matarazzo
Sarà presente il poeta Andrea Garbin
direttore della collana “Le zanzare”

Lavinio – Anzio (RM)
Domenica 21 ore 17
Simposio di Lavinio
via delle Orchidee 61\a

Roma
Martedì 23 ore 19
Pellicanolibri
con Stefania Battistella e Beppe Costa
via Gattico

locandina-basir-leggera

BASIR AHANG è un poeta, giornalista e attivista per i diritti umani nato a Ghazni, in Afghanistan, nel 1984. Laureato all’Università di Kabul in “Storia e Letteratura persiana” con una tesi sulla poesia contemporanea dell’Afghanistan, ha iniziato la sua carriera scrivendo per diversi giornali locali, fondando e lavorando come produttore radiofonico per “Radio Malistan” e per molti altri mezzi di comunicazione locali a Kabul.

Nel 2006 mentre si trovava in Afghanistan iniziò a collaborare con un giornalista del quotidiano “La Repubblica”. In quel periodo, il giornalista e fotografo, Gabriele Torsello, venne rapito dai Talebani nella provincia di Helmand. Basir Ahang è stato direttamente coinvolto nella liberazione del giornalista, ottenendo rapporti confidenziali da parte delle autorità dei talebani che detenevano Torsello. Egli ha avuto così modo di conoscere i nomi dei rapitori. Dopo il rilascio di Torsello, è stato oggetto di minacce e intimidazioni da parte dei talebani e per questo costretto a fuggire dall’Afghanistan.

Nel 2008 Basir ha ottenuto lo status di rifugiato politico in Italia dove tuttora studia e lavora. In Italia ha lavorato anche come interprete e mediatore culturale. Nel 2009 e nel 2010 ha svolto il primo di due viaggi in Grecia, con l’obiettivo di documentare la tragica situazione dei rifugiati. Il resoconto di questi viaggi è stato raccontato nel suo documentario “La Voce di Patrasso” e nella pubblicazione di molti articoli su siti online tra i quali Kabulpress.org, sito del quale è responsabile per la parte relativa ai diritti umani.

Da anni si è occupato di diversi progetti rivolti a richiamare l’attenzione sulla situazione del suo popolo e soprattutto degli hazara, il terzo maggiore gruppo etnico in Afghanistan, a questo fine ha fondato assieme al giornalista Kamran Mir Hazar il sito www.hazarapeople.com.Quest’etnia è infatti da tempo immemorabile oggetto di discriminazioni e tentativi di pulizia etnica in Afghanistan e Pakistan. Basir Ahang ha anche collaborato con UHNCR (Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati). Tra i siti che hanno pubblicato i suoi articoli vanno annoverati Kabulpress, “BBC” Persian, Deutsche Welle, Al Jazeera, Radio Zamaneh e Frontiere News. In qualità di giornalista e attivista per i diritti umani Basir è stato inoltre candidato al premio “Images and Voices of Hope’s 2014” negli Stati Uniti.

Basir Ahang si occupa anche di poesia e di cinema. In veste di attore ha recitato nel cortometraggio del regista Hazara Amin Wahidi “L’ospite” vincitore del premio Città di Venezia 2014, evento collaterale della Mostra Internazionale d’Arte cinematrografica. In veste di giornalista ha invece preso parte al documentario dei registi Razi e Soheila Mohebi “Afghanistan 2014”.
Sue poesie sono state tradotte in italiano, in inglese e spagnolo. Nel 2014 ha partecipato al Festival Internazionale “Ottobre in Poesia” di Sassari, ottenendo il premio speciale della critica per una poesia in concorso. Basir è stato inoltre invitato a partecipare al festival internazionale di poesia di Medellin in Colombia che si terrà nel luglio del 2015.

http://www.gilgameshedizioni.com/home-gilgamesh-publishing/le-zanzare-poesia-dal-sottosuolo/

info@movimentodalsottosuolo.com

 

PRESTARSI AL MONDO CONVE(R/S)SI

Dopo il successo di ottobre e novembre 2015 proseguono gli incontri di poesia dal sottosuolo, iniziamo l’anno nuovo con una terza incredibile serata:


Sabato 16 gennaio 2016 alle ore 21
presso il Cafè Galeter di Borgosotto, in Montichiari (BS), in via G.Guerzoni 92h

PRESTARSI AL MONDO CONVE(R/S)SI
un nuovo spettacolo di musica e poesia

con letture di Max Gonzales, Giovanni Mauro,
Valbona Jakova e Antonino Caponnetto

accompagnamenti musicali di Massimo Moruzzi

PRESTARSI AL MONDO CONVE(RS)SI - 16 DICEMBRE 2016


MAX GONZALES è un elemento alquanto insolito all’interno del Movimento dal sottosuolo. Scrive racconti senza raccontare. Pubblica poesia ma non scrive poesie. Fa teatro ma ad ogni sua rappresentazione utilizza facce ed espressioni altrui nonostante sia un convinto sostenitore del teatro povero, in Barba a Grotowsky. Quando parla in realtà non dice, semplicemente ascolta la voce che mantiene viva in lui la fiamma della passione. Ama vivere tra le pieghe dei versi; odia profondamente chi scrive endecasillabi contanto le sillabe. Nonostante tutto ciò è forse l’elemento più serio di tutto il gruppo.

GIOVANNI MAURO nasce a Quistello un afoso giovedì di agosto del 1958. Alle elementari lo ricordano come un bambino grasso, solitario, secchione. Le bambine lo prendevano in giro. Era anche molto miope, comprensibilmente. Nonostante gli esordi è riuscito ad accoppiarsi e oggi la famiglia sopporta provvisoriamente il suo ego. Ha amato i Beatles, detesta i Rolling Stones. I suoi eroi sono Rackham, Borges e Kubrick. Il suo libro preferito è “Un canto di natale”. Medico, musicista, falconiere, non necessariamente in questo ordine, è autore di più di sessanta pubblicazioni sul dolore facciale, ma di nascosto dai colleghi d’università scrive racconti e favole. Non ditelo.
Ha pubblicato sull’antologia “Per natale non esco” (Transeuropa) e il libro di racconti “Il dono” (Di Pellegrini).

VALBONA JAKOVA, poetessa e traduttrice albanese, nipote del grande drammaturgo Kole Jakova, giunge in Italia nel 1991. Vive a Ghedi, in provincia di Brescia. Nel 1995 Pubblica la sua prima raccolta di poesie in albanese Enigmat e Pasmesnatës (Enigmi di dopomezzanotte) . Nel 1998 pubblica Kujt i takon kjo buzëqeshie e brishtë? (A chi tocca quest’esile sorriso?), presentato nell’antico palazzo della Lega Degli Scrittori a Tirana. Nel 1999 Escono le due traduzioni di Ungaretti: Raccolta di 37 poesie (ed. Mondadori); e di Neruda: Venti poesie d’amore e una canzone disperata (edizioni Accademia). Nel 2000 Presenta a Tirana la traduzione del libro di Padre Livio Fanzaga Perché credo a Medjugorje? (Sugarco Edizioni, best-seller dell’anno 98). Nel 2001 collabora come coautrice per il testo bilingue Ti racconto il mio paese, edito dall’editrice Vannini. Nel 2003 è vincitrice del primo premio per la sezione poesia al concorso “Immicreando 2003”organnizzato dalla Fondazione ISMU e dall’Arcidiocesi di Milano e premiato dal Cardinale Tettamanzi. Ad agosto presenta la seconda opera tradotta di Padre Livio Fanzaga Il Falsario (ed. Sugargo Edizioni, 1999). Nel 2006 cura il testo bilingue di fiabe albanesi Donne, cacciatrici e perfidi imbroglioni, della Sinnos Editrice con la redazione della scheda linguistica presente all’interno del libro. Nel 2007 pubblica in lingua albanese la raccolta di fiabe per ragazzi Gershetet e Eres (Weso Editrice, Tirana). Nel 2008 vince il primo premio al concorso nazionale di Poesie immigrate con la poesia “Lui tornerà”. Nell’anno sucessivo riceve anche un riconoscimento dall’Associazione Vatra Arbereshe per il contributo dato alla letteratura albanese in Italia. Nel 2011 al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa AlberoAndronico è seconda classificata, sezione autori di madre lingua non italiana per i libri pubblicati (2005-2010) con il libro di poesie che si intitola La tempesta delle ore. Nel 2012 riceve il Diploma, per il racconto Le montagne di Kuçit, al concorso AlberoAndronico. Lavora come Mediatrice-Operatrice linguistica culturale.

ANTONINO CAPONNETTO è nato a Catania, dove ha vissuto, salvo una breve pausa romana, fino al 1980. Dal 1981 vive a Mantova. Per l’Editore Campanotto ha pubblicato i due libri di poesie Forme del mutamento (1998) e La colpa del re (2002). Per le Edizioni Kolibris ha pubblicato la raccolta di versi Miti per l’uomo solo (2009). Suoi testi poetici sono stati radiotrasmessi e altri sono apparsi su rivista. Presso le Edizioni del Trito&Ritrito sono inoltre apparse (in limitato numero di copie destinate agli amici), quattro plaquettes: A che serve? (2001), Le chiare strade (2002), Contromovenze (2003) e Petits cahiers pour la douleur du pauvre (2005). Per la rivista “Zeta News”, dal 2002 al 2006, ha curato insieme a G. Sammito l’inserto “Atti Barbari”. Sia con altri che in proprio ha inoltre promosso e curato iniziative sulla poesia e, in particolare, sulla scrittura poetica. È presente in rete dal marzo 2012 con il blog Caponnetto-Poesiaperta: http://caponnetto-poesiaperta.blogspot.it/.

MASSIMO MORUZZI vive a Brescia. Tra le sue passioni la fotografia, la poesia e la musica. E’ stato chitarrista nel Grande Coro Insieme, in Corrente di Ali e in altri gruppi dedicati alla musica d’autore.

in arrivo le OFFERTE DI CARTA, di ALEJANDRO MURGUIA

Secondo una tradizione messicana è consuetudine prendere un foglietto di carta e scrivere un desiderio; affinché questo desiderio si possa realizzare il foglietto va poi letto e dato alle fiamme lasciando che si disperda nell’aria. Si presenta così Alejandro Murguia, sesto Poet Laureat di San Francisco, con la sua prima raccolta di poesie in Italia, intitolata appunto OFFERTE DI CARTA, edita nella collana LE ZANZARE da Giglamesh Edizioni. Il libro uscirà in Italia nel mese di maggio, anno corrente, in 79 copie (il 19 luglio 1979 iniziò, in Nicaragua, il periodo sandinista) numerate e autografate, stampato su carta avorio. Interamente tradotto da Alessandra Bava, ha in copertina un ritratto dell’autore fatto dalla poetessa anglo-svedese Agneta Falk. Ad arricchire ulteriormente il libretto, all’interno, un ritratto di Murguia realizzato dal poeta statunitense Neeli Cherkovski. Le poesie selezionate esplicitano tutta la poetica di Murguia: i forti richiami a Lorca, Neruda, al mondo sudamericano, si incastrano con quelli della società statunitense, col fare poetico che ancora oggi anima San Francisco. A seguire vi anticipo una breve poesia che Alejandro ha dedicato a Csaba Polony (1944-2014), co-fondatore e direttore dell’importante rivista letteraria Left Curve, che ho avuto il piacere di conoscere a Sarajevo.

OCCUPALA

a Csaba Polony


Occupare significa
uno spazio
che ti appartiene
come questa poesia
allora dalle fuoco —
gettala intrisa
di spirito caustico
alle mummie corrotte
che soffocano parole
con la lingua dei profitti,
dei rendimenti medi, degli indici,
dei fondi speculativi

scaglia questa poesia come una lancia
nell’occhio ciclopico dell’avidità
frantumala e lanciala con la fionda
per distruggere Wall Street
usala come un riparo quando piove
fanne una zattera per soccorrere il tuo amore
dalla tempesta
leggila in un parco con una voce
forte come quella di 990,000

questa poesia è densa di significati
può essere qualsiasi cosa
anche un aeroplano di carta
che ti porta in esilio
allora procedi — fallo e basta
occupa questa poesia

Copertina Offerte di carta

Alejandro “El Gato” Murguía, è il sesto Poeta Laureato di San Francisco (primo latinoamericano a ricoprire questa carica) città dove vive e dove da quarant’anni anima e mantiene viva l’arte, lo spirito della rivoluzione e la bellezza della cultura latina. Poeta, narratore, attivista, trova ispirazione nella storia dimenticata della comunità indigena Chicana della California. La sua opera The Medicine of Memory mette in luce il Mission District negli anni Settanta, durante il Nicaraguan Solidarity Movement. Ha pubblicato due raccolte di racconti, entrambe vincitrici dell’American Book Award: Fronte del Sud che narra del periodo trascorso come volontario in Nicaragua durante la rivolta sandinista, e Questa guerra chiamata amore pubblicata dalla City Lights di Lawrence Ferlinghetti. Rimasto orfano all’età di due anni ha vissuto l’infanzia tra il Messico e la California. Questo suo continuo spostarsi da una parte all’altra del confine gli ha procurato un lieve difetto di pronuncia e gli ha impedito di assimilare appieno l’una o l’altra cultura. “La mia salvezza sono stati i libri” dice Alejandro. Si racconta che nel periodo scolastico, incoraggiato alla lettura e alla scrittura da un’insegnante, arrivasse in classe sempre in ritardo dopo aver trascorso tutta la notte a leggere. Tra i suoi libri di poesia, Stray Poems. È fondatore del Mission Cultural Center e della Roque Dalton Cultural Brigade. Insegna Letteratura Latinoamericana presso la San Francisco State University.

I MORTI DELLA SELVA

Mattia Decò, in collaborazione con l’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo, presenta un nuovo e avvincente evento culturale, presso la Bedizzole Academy Of Music.

Venerdi 6 marzo alle ore 21

Bedizzole Academy of Music

Via Benaco 2/B, 25081 Brescia

I MORTI DELLA SELVA
Incontro con l’autore di gialli
FABRIZIO ARRIGHI

arrighi

Nel corso della serata l’autore parlerà del “Movimento Dal Sottosuolo” e del “Culto dell’oggetto“; presenterà poi i suoi due romanzi gialli, parte di una trilogia ambientata tra Brescia e il Lago di Garda: “Orme insanguinate sulle isole galleggianti” e “I morti della selva”.

Lonato del Garda. In un nebbioso pomeriggio di novembre Elettra Aliprandi scompare, in circostanze misteriose, dall’interno della basilica. A distanza di tre anni le indagini sono ancora in fase di stallo. In un ultimo disperato tentativo di ritrovarla, i familiari si affidano all’investigatore Brando Ferretti, personaggio sopra le righe dal linguaggio sboccato e irresistibilmente simpatico. A distanza di tempo dai fatti narrati nel primo capitolo della trilogia, si ricompone il trio Ferretti, Terenzi, Andriotto. Sarà l’inizio di una lunga corsa a ostacoli costellata da nuovi atroci delitti. Attraverso labili indizi e depistaggi fuorvianti, Brando entrerà in un mondo dove i confini tra menzogna e verità sono molto labili svelando così l’assoluto degrado morale di insospettabili personaggi.

“La descrizione paesaggistica ed enogastronomica del territorio, sono tipiche dello scrittore innamorato della propria terra e hanno una pennellata quasi cinematografica. Brando è un personaggio costruito a tavolino con tratti autobiografici e anti-autore, che rivela pure una certa critica sociale alla Izzo.”

I libri si Fabrizio Arrighi si possono trovare anche in rete: http://www.lampidistampa.it/fabrizio-arrighi/1380.html

Fabrizio Arrighi è nato a Lonato del Garda. Vive a Mazzano (BS). Nel corso della vita ha svolto vari lavori: assicuratore, venditore, operaio, impiegato. Appassionato di letteratura, inizia a scrivere i primi racconti sin dalla giovinezza. “Orme insanguinate sulle isole galleggianti” è il primo romanzo di una trilogia noir che vede come protagonista l’investigatore Brando Ferretti. Nel 2010 ha pubblicato “La fonte del fabbro”, romanzo che racconta l’esperienza della guerra vissuta dal padre. Arrighi è tra i fondatori del Movimento dal sottosuolo, gruppo di autori con sede al Caffè Galeter di Montichiari e con i quali, nel 2014, ha pubblicato “Manifest’Azioni dal Sottosuolo” (Seam Edizioni).

EMERGERE: VOCI DAL SOTTOSUOLO

L’anno nuovo è iniziato da ormai quasi un mese e del Movimento dal Sottosuolo s’è persa traccia al Caffé Galeter, da almeno due mesi. Ma non disperate, perché il 2015 sarà un anno ricco di grandi novità. L’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo ha per questo deciso di organizzare una serata di poesia, nello stile dei rodati Incontri Internazionali di Poesia dal Sottosuolo, durante la quale potrete ascoltare i poeti leggere i propri versi o quelli di altri poeti, durante la quale potrete conoscerli e, se siete davvero curiosi e appassionati di poesia, venire a conoscenza dei nuovi progetti che hanno lo scopo di diffondere e far conoscere la poesia contemporanea internazionale.

Vi invitiamo dunque al Caffè Galeter,
il 7 febbraio alle ore 21:00.

EMERGERE: voci dal sottosuolo
-letture estemporanee di poesia-

Potete leggere gli autori presenti nella locandina sottostante, ma attenzione: le sorprese non mancano mai al Galeter, potrebbero dunque aggiungersi nuovi poeti!!!

EMERGERE _ voci dal sottosuolo

DadaTennis Poetico

APNEA, di Igor Costanzo

Sabato 13 dicembre 2014, alle ore 21:00, presso il Caffè Letterario Primo Piano, in via Cesare Beccaria 10, a BRESCIA, l’Associazione Culturale Movimento dal sottosuolo invita il pubblico alla presentazione del libro di poesie APNEA di Igor Costanzo, edito da Seam Edizioni.

La presentazione si svolgerà dalle 21:00 nella saletta multimediale del locale. Sarà presente l’autore. Condurrà l’incontro il poeta mantovano Andrea Garbin. Musiche di Carmelo Buccafusca.

locandina sottosuolo piccola

Igor Costanzo si laurea a Verona in Lettere Moderne e Filologia Moderna. Attualmente insegna a Brescia Nel 1998 scrive per Rai 3 la pièce teatrale Le ferite aperte dalla monotonia. Dal 1999 collabora con i Timoria, rimanendo in contatto con i componenti Enrico Ghedi e Omar Pedrini; quest’ultimo inserisce la sua poesia “Italia” nell’album intitolato Che ci vado a fare a Londra? È stato assistente di Francesco Conz, ma la sua attività di promozione culturale prosegue fondando l’editrice Volo Press pubblicando e traducendo alcuni volumi di Paul Polansky ed Enrico Ghedi prima, dirigendo poi con Beppe Costa e Stefania Battistella la collana “Inediti rari e diversi” della Seam Edizioni. Igor Costanzo dedica tutta la sua vita alla poesia, incontrando poeti quali, fra gli altri, Jack Hirschman, Hermann Nitsch, Lawrence Ferlinghetti, Alda Merini; come presidente della commissione cultura del comune di Moniga Del Garda, organizza numerosi incontri poetici e culturali portando in italia diverse personalità importanti, appartenenti al mondo della letteratura.

Nel 2013 è promotore del premio alla carriera conferito a Fernando Arrabal, e nel 2014 a Jack Hirschman. Le sue poesie sono tradotte in varie lingue, tra cui inglese, sloveno, francese, cinese. Nota conclusiva Nel corso della serata, oltre ad acquistare il libro di Igor Costanzo, sarà possibile sostenere le attività dell’associazione acquistando una copia del libro Manifest’Azioni dal Sottosulo, oppure iscrivendosi all’associazione come socio sostenitore avendo così diritto a ricevere una copia del libro. Sarà inoltre possibile registrarsi alla newsletter del movimento.

L’ultima uscita di Antioche Tambre Tambre

Quando, nel 2008, è nato il Movimento dal Sottosuolo, i membri fondatori, e a seguire i nuovi adepti, avevano di già intuito che gli starmbi conportamenti reciproci, avrebbero nel loro futuro portato innumerevoli sorprese. Mai nessuno però aveva preso in considerazione la dipartita di uno dei fondatori o addirittura l’infimo tradimento. E così Antioche Tambre Tambre ha scelto la strada del tradimento! Era divenuto quasi un mito per la sua avversione nei confronti delle pubblicazioni, infatti aveva realizzato con le proprie mani una sola ed unica copia della sua opera dada-surreal-patafisica “La ricerca dell’aria dalla A alla Z”, portandola per anni in giro con se stesso. E pensare che su quell’unico libro avevano posto le loro parole autori sbalorditi alla richiesta di un autografo su un libro scritto non da loro. Ultimi in ordine cronologico possiamo ricordare Fernando Arrabal, Jack Hirschman e Beppe Costa. Va detto che da un po’ di tempo ATT (così lo chiameremo da ora in avanti) aveva dato segnali di cedimento. In pubblico non era più lo stesso, nelle riunioni del movimento non era più attento come un tempo, e durante le Manifest’Azioni sembrava come spaesato. Alcuni attribuirono quella sua crisi allo sconsiderato abuso di assenzio. In realtà ATT covava qualcosa di più scombinato. La situazione interiore del nostro stava franando. Fu così che inizio ad intraprendere misteriori viaggi in Svezia. Poi accadde l’inaudito. Un giovane editore mantovano, Dario Bellini di nome e di fatto, che aveva fondato in quel di Asola una casa editrice nominandola Gilgamesh Edizioni, riusci a strappare ad ATT un contratto editoriale. A quel punto fu chiaro a tutti che ATT era caduto nel vortice del capitalismo più bieco. L’unico libro fatto a mano divenne oggetto di mercato e nel buon vecchio ATT crebbe l’ossesione delle vendite. Igor Costanzo, il più indignato del gruppo, arrivò a diseredare ATT, pur non avendone alcun potere. Accadde l’imprevedibile. Il 7 novembre 2014 ATT o chi per lui (era sempre difficile capire fosse o no presente alle presentazioni della sua opera) si trovò al Caffè Letterario Primo Piano di Brescia per una nuova presentazione. Fu proprio lì che Igor sbottò mettendo sul capo di ATT una maledizione. E pensare che Andrea Garbin aveva anche avuto la brillante idea di mettere per iscritto un serio intervento critico che potesse valorizzare l’opera di ATT (potrete leggerla  nelle righe che seguiranno). La serata si consluse nel caos e l’indomani ATT, che era in quel di Brescia con un permesso speciale (essendo ancora rinchiuso nelle carceri svedesi per un reato tuttoggi poco chiaro) non si presentò in questura per firmare i documenti del permesso. A dieci giorni dall’accaduto giunge così notizia dell’accaduto ai membri del Movimento. ATT è stato arrestato nel corso di una sua scorribanda all’interno di un fast-food. Riportato in Svezia è rimasto in isolamento per tre giorni, finchè per sua fortuna è intervenuto Carlo XVI Gustavo di Svezia proponendogli la grazia a condizione che non lasciasse la Svezia. Ovviamente ATT, attratto dalle bellezze locali, ha pensato di tradire il Movimento dal Sottosuolo e rimanersene, libero, in Svezia. Grande fortuna per l’editore, questo tradimento. Le vendite si sono impennate, e come in tutte le famiglie degne di nota hanno cominciato ad apparire i parenti. ATT è così stato sostituito dal fratello minore Vincent Tambre Tambre. I pettegoli dicono sia riuscito a fare annullare il contratto di ATT e di impossessarsi di tutti i diritti dell’opera. Qui sotto vi mostriamo le foto segnaletiche dei due fratelli.

1. Il fu Antioche Tambre Tambre.
ATT

2. La prima apparizione di Vincent Tambre Tambre

VTT
Ed ecco invece la nota con cui Andrea Garbin ha introdotto ATT a Brescia:

Nel presentare “La ricerca dell’aria dalla A alla Z” non si può fare a meno di tornare al dadaismo e al futurismo. Come accadeva per i due movimenti nati agli inizi del ‘900, nelle presentazioni di Antioche Tambre Tambre potrete notare una ossessiva necessità di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie che a prima vista semprerebbero essere propositive di un nuovo modo di proporre l’arte. Non è così. Qui non c’è niente di nuovo. Siamo a uno stadio successivo. Ed è proprio questo uno dei fondamenti dell’arte di A.T.T. La necessità di ripetere continuamente ciò che un tempo poteva stupire e che oggi non può più. La performance diviene allora un percorso grottesco, al limite del ridicolo e banale, con un pizzico di teatralità panica, che mette in mostra lo stallo, un punto morto della ricerca culturale artistica cui siamo giunti oggi. Non è forse questo che accade negli odierni ambienti culturali ed artistici? Il ridicolo e banale desiderio di mettere in luce se stessi, il proprio nome, la propria identità, il proprio io, piuttosto che il concentrarsi sull’opera d’arte? Non dimentichiamoci che mentre i futuristi appoggiavano la guerra, i dadaisti la ripudiavano. Vi erano quindi delle chiare prese di posizione. A.T.T. sembra invece volerci dire che oggi, per noi occidentali, non ci sono prese di posizione, non ha senso schierarsi da una parte o dall’altra, perché le guerre non ci appartengono direttamente, per lo meno sul nostro territorio. L’unica cosa da combattere è l’appiattimento, quel sistema che spinge alla mercificazione di tutto, anche della nostra stessa immagine. Noterete infatti che nelle performance di A.T.T. mai si parla dell’oggetto libro. L’unica cosa che conta nella performance è il desiderio di smascherare l’autore, sapere chi si cela sotto lo pseudonimo. Potremmo dire che A.T.T. è come Bansky. Firmando le proprie opere con uno pseudonimo vuole dirci che in un mondo dove tutto e tutti mirano ad essere famosi, l’arte finisce col perdere i suoi valori. I fruitori infatti non sono più attratti dall’opera in sé, ma dalla curiositàdell’identità celata. Ricordiamoci che il titolo dell’opera ci dice che c’è un percorso che parte da un punto A e che finisce in un punto Z. In questo spazio si cela dunque l’aria necessaria al vivere, un angolo in cui poter respirare tranquilli, al di fuori, forse elevati, dal marasma che ingurgita tutto e tutti. Ed è lì che il vero A.T.T. si rifugia, creando un mondo tutto suo. Un mondo in versi ricco di elementi surreali e privo di razionalità, dove ogni lettera scandisce un passo in avanti come se fossimo nle mezzo di una via crucis. Solo il lettore che leggerà il libro potrà dunque capire se alla fine ci sarà una crocifissione o una liberazione.

ARIA

I POETI DAL SOTTOSUOLO e LE ZANZARE

Gioverdì 27 novembre ore 21:00
presso Caffè Galeter
in via G.Guerzoni 92h,
Borgosotto di Montichiari (BS)
“letture di Luca Artioli, Igor Costanzo,
e Valbona Jakova

presentazione della collana di poesia “Le zanzare”
ospiti internazionali: Nenad Glišić e Ivana Maksić (Serbia)

zanzare

 

NENAD GLIŠIĆ
Nenad Glišić è nato nel 1972 a Kragujevac, in Jugoslavia. Poeta e scrittore, editore e performer. In patria ha pubblicato sette libri di poesia: Patria, tu sei come la cirrosi per il fegato; Inni dei kamikaze; Fiori di Hiroshima; Canti di natura e società; Anachronicles; All’ombra dell’albero della conoscenza; Ere.Cicli. Autore anche del romanzo Tutto sui maldicenti e delle storie brevi Persone e situazioni, si è esibito come musicista sperimentale e artista multimediale. Vive a Kragujevac, in Serbia. È tradotto in Italia, da Francesca Leonardi, nella collana “Le zanzare” con il libro Nella pancia della bestia.

nenad

IVANA MAKSIĆ
Ivana Maksić è nata nel 1984 (Serbia). Ha pubblicato un libro di poesie O telo tvori me (O corpo in-corpo-ra me) nel 2011. Si è laureata presso la Facoltà di Novi Sad, Dipartimento di Lingua e Letteratura Inglese. Una sua successiva raccolta di poesie è pronta per la pubblicazione e si intitola Izvan komunikacije (Oltre la comunicazione). Traduce poesie, saggi e brevi opere in prosa dall’inglese al serbo ed è il redattore capo della rivista letteraria Koraci (Passi). È tradotta in Italia, da fabio Barcellandi, nella collana “Le Zanzare” con il libro La mia paura di essere schiavi.

ivana

LUCA ARTIOLI
Luca Artioli nasce a Mantova nel 1976, dove tuttora vive. Ha pubblicato quattro libri di poesie: Fragili apparenze; Suture – La poesia come resilienza; L’inventario dell’uomo solo; La casa a cui vieni. Per la narrativa ha pubblicato la raccolta di racconti Come ladri di vento. È inoltre presente sull’antologia The Sleepers, racconti tra sogno e veglia. Recentemente ha ampliato la sua ricerca avvicinandosi al mondo della fotografia partecipando anche ad alcune esposizioni fotografiche.

IGOR COSTANZO
Igor Costanzo è nato a Desenzano D/G nel 1980. Attualmente vive a Moniga del Garda. Insegnante, poeta, editore e performer, ha pubblicato i libri di poesia I wish to be light, Innocenza in bilico, Il cavallino blu, Apnea. Laureatosi a Verona in Lettere Moderne, ha lavorato nell’Archivio Contz. Organizza eventi di poesia e cura, con Beppe Costa, la collana Inediti rari e diversi, per Seam Edizioni. Dal 2010 fa parte della Revolutionary Poets Brigade.

VALBONA JAKOVA
Valbona Jakova, poetessa e traduttrice albanese, giunge in Italia nel 1991. Vive a Ghedi. Ha pubblicato i libri di poesia: Enigmi di dopomezzanotte, A chi tocca quest’esile sorriso? e La tempesta delle ore. Nel 2009 ha tradotto Ungaretti: Raccolta di 37 poesie (Ed.Mondadori). Ha tradotto inoltre Neruda e Padre Livio Fanzaga. È autrice della raccolta di fiabe per ragazzi Gershetet e Eres.