STELLA UMANA di SARAH MENEFEE

Il 26 settembre 2014 ho avuto il grande piacere di ospitare e presentare la poetessa ed attivista statunitense Sarah Menefee, presso il Caffè Letterario Primo Piano di Brescia.

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Sarah Menefee, membro fondatore del movimento Occupy e della Revolutionary Poets Brigade, da anni lotta per i diritti dei senzatetto. Ha letto alcune poesie tratte dai suoi libri editi in Italia e ha dialogato col pubblico parlando dei movimenti di protesta, delle sue idee di lotta conto il potere e il sistema. QUello che mi sento di dirvi è solo questo: NON PERDETEVI IL SUO NUOVO LIBRO “STELLA UMANA” edito da Multimedia Edizioni di Salerno.

Vi saluto con una breve nota al libro:

È un libro che brucia, che arde. Sono versi che stimolano la rivolta e il disgusto nei confronti del sistema che schiaccia i deboli e gli emarginati, i sottomessi e gli umiliati. È un libro fisico, un corpo poetico, sono poesie che compongono un corpo che danza e che lotta nelle profondità del degrado dell’uomo, dell’umanità. Sarah Menefee compone i suoi versi liberandosi dell’acqua, creando quell’asciuttezza che ti secca la bocca, che ti sbarra gli occhi e che ti fa ribollire i piedi, nel desiderio di camminare contro corrente. Con estrema semplicità e con grande effetto riesce ad esporre le immagini del terrore generato dal potere, non per mostrare il terrore, ma per metterne in evidenza le conseguenze, per evidenziare ciò che sta intorno a queste immagini: una infinità di corpi maltrattati, lasciati ai margini della società e schiacciati dalla quotidianità, che siano essi senzatetto rintanati in uno scatolone o in cerca di cibo, che siano uomini costretti a combattere una guerra, o civili vittime della guerra, oppure donne madri private dei figli, o ancora figli privati di un arto. Tra tutti questi appaiono, inquietanti, la figura dell’uomo nel carcere di Abu Ghraib incappucciato a formare una stella nera, una stella umana ripete Sarah, e la figura di un soldato americano che fuma una sigaretta accanto ad una piramide di corpi nudi. Entrambi sembrano rappresentare la morte: vittima e carnefice. Entrambi sottomessi dal potere.

stella umana

 

Andrea Garbin

 

 

 

“LE ZANZARE” – presentazione della collana di poesia diretta da Andrea Garbin

Nasce una nuova collana di poesia intitolata “LE ZANZARE” ; una collaborazione tra l’Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo e l’editore mantovano Gilgamesh Edizioni, diretta da Andrea Garbin.

da venerdì 16 maggio a domenica 18 maggio saremo in tuor con gli autori dei primi due libri della collana:

NELLA PANCIA DELLA BESTIA, di Nenad Comrade Glišić
(traduzione di Francesca Leonardi; copertina realizzata dal poeta Sandro Sardella). Prima edizione in 61 copie numerate e autografate.

LA TERRA (non è) IL CIELO! di Beppe Costa
(copertina realizzata dalla pittrice e poetessa Shikanu’ E Basta). Prima edizione in 91 copie numerate e autografate.

(Tutti i ritratti che costituiscono le copertine dei libri in collana sono realizzate da poeti)

nelle seguenti sedi:

Venerdì 16 maggio, alle ore 18:30, nel foyer del Teatro Sociale di Mantova. Evento promosso dal Caffè Sociale. Relatori Andrea Garbin, Dario Bellini e Stefano Iori.
Traduzioni di Fabio Barcellandi e Francesca Leonardi.
Ingressi: Piazza Cavallotti; Piazza Teofilo Folengo; Corso Umberto I, 2B (Mantova).

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Sabato 17 Maggio, alle ore 18:00, Museo Ken Damy di Brescia.
Relatore Andrea Garbin.
Traduzioni di Fabio Barcellandi e Francesca Leonardi.
Ingressi: Corsetto S.Agata 22, Loggia delle mercanzia, Brescia.

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Domenica 18 maggio, alle ore 18:00, Galleria Decorarte Arte Antiquariato Design di Asola (MN).
Relatori Andrea Garbin e Dario Bellini.
Traduzioni di Fabio Barcellandi e Francesca Leonardi.
Ingressi: via Giuseppe Mazzini 94, Asola (MN).

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Nenad Glišić è nato nel 1972 a Kragujevac in Jugoslavia. Poeta e scrittore, editore e performer. Ha pubblicato 9 libri: patria, tu sei come la cirrosi per il
fegato (Poesie, 1992), inni dei Kamikaze (Poesia,
1998), Fiori di Hiroshima (Haiku, 2001), canti di natura
e società (Poesie per bambini, 2004), tutto sui maldicenti (Romanzo, 2004), persone e situazioni
(Storie brevi, 2007), Anachronicles (Poesia, 2009), All’ombra dell’albero della conoscenza (Poesia, 2010),
Ere. cicli (Poesia, 2013). Si è esibito anche come musicista sperimentale e artista multimediale. Vive a Kragujevac, in Serbia.

Beppe Costa, nato in Sicilia, vive a Roma. Nel 1976
fonda la casa editrice Pellicanolibri, divenuta poi una
libreria ancora oggi frequentatissima, pubblicando,
primo in Italia, scrittori di fama internazionale. È autore
di svariati libri di narrativa e di poesia, tra cui Impaginato per affetto (Pellicanolibri) vincitore del
“Premio Alfonso Gatto” nel 1990; Anche ora che la
luna (Multimedia Edizioni) nel 2010, anche in versione
CD; Rosso: poesie d’amore e di rivolta (Volo
Press) nel 2013. Fa applicare per la prima volta in Italia la “Legge Bacchelli” a favore di Anna Maria Ortese. Nel 2011, con Stefania Battistella esce il CD Di me, di altri, ancora. Tra gli amici più cari: Alnordo Foà, Fernando Arrabal, Alberto Moravia, Dario Bellezza,
Adele Cambria, coi quali ha collaborato. Di lui hanno avuto modo di scrivere, tra gli altri, Mauro Macario, Giacinto Spagnoletti, Luce D’Eramo, Antony Costantini, Lia Levi, Silvano Agosti, Denise
Waltz Ferreri e molti altri. Attualmente dirige la collana
“Inediti rari e diversi” per la Seam Edizioni.

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LE ZANZARE – Editoriale:

Quando penso alle zanzare mi vengono in mente i poeti. Per me che vivo in provincia di Mantova è consuetudine trovarmi a discutere con altri poeti in situazioni e luoghi infestati dalle zanzare. Ovviamente queste condizioni si presentano solo in un determinato periodo dell’anno. Mi accade allora di rispolverare un vecchio libro, uno dei primi, di Faulkner, intitolato Mosquitos (Zanzare, appunto); di ritrovarmi nella stessa situazione in cui si trovano i protagonisti di quel romanzo, che fu tra l’altro un fallimento editoriale, tanto da costare la rescissione del contratto al futuro premio Nobel. Quelle zanzare che l’autore non menziona mai nella narrazione, ma di cui si percepisce la fastidiosa presenza, mi fanno venire in mente due aspetti necessari, e di rilevante importanza, affinché un individuo possa essere ritenuto poeta a tutti gli effetti. Il poeta deve saper vivere il silenzio, deve assorbirlo, deve non farsi notare dal mondo per poterlo assimilare e comprendere nel profondo, deve restare in disparte per un certo periodo di tempo, durante il quale però la sua mente e il suo cuore maturano una costante attività di osservazione, di ricerca e di attesa. A seguito di questo periodo però, che può essere di breve o lunga durata, il poeta esce allo scoperto e con il suono delle sue parole deve saper colpire (proprio come la zanzara) e infastidire il lettore, lo spettatore, la società in cui vive e procede nel suo percorso artistico e nella quale talvolta si nasconde, perché spesso il poeta legge il mondo come una palude da riempire e scuotere, da emozionare. Per fare questo, per alimentare se stesso, come la zanzara, deve nutrirsi delle vite degli altri. Per questa sua natura il poeta è spesso ritenuto un animale fastidioso, una belva da mettere in gabbia, perché come le zanzare il poeta subisce l’influsso del sangue. Chi non sa fare ciò non può, secondo il mio modesto pensiero, essere considerato poeta. Nella palude, nel bosco, in riva al fosso, ci sono le zanzare e tanti altri insetti. Il poeta è come la zanzara: sa pungere. Tutti gli altri non sono altro che la miriade di altri insetti incapaci di essere pungenti.
Può questo essere motivo sufficiente per orientare la scelta del titolo da dare a una collana di poesia? Ovviamente no, non lo può essere.
C’è un altro importantissimo elemento da non tralasciare, ovvero il fatto che a circa tre chilometri da casa mia sono state rinvenute le steli funebri del ramo materno di Virgilio. Il poeta mantovano per eccellenza. Cosa c’entra tutto questo? Ora ve lo spiego…
Nella seconda metà del millecinquecento vennero attribuiti al poeta mantovano alcuni poemetti. Tra questi il CULEX (zanzara in latino). Ebbene, c’è un punto del poemetto in cui si racconta di un serpente, di un contadino e di una zanzara…
Il villico sta riposando all’ombra di alcune piante, ignaro della presenza del serpente che gli si sta avvicinando. Improvvisamente la zanzara lo punge e lo sveglia. Lui, d’istinto, schiaccia il piccolo insetto. Poi si accorge del serpente e lo uccide. Finalmente può riaddormentarsi sereno. Ma in sogno gli appare la zanzara uccisa e l’uomo si rende conto di quanto sia stata importante la fastidiosa puntura dell’insetto che gli ha salvato la vita. Deciderà in seguito di erigere per la zanzara un piccolo mausoleo.
La zanzara rappresenta il poeta, colui che desta la coscienza dell’umanità che non si accorge dei pericoli; colui che per questo viene incompreso e scansato; colui che solo da morto, molto spesso, riceve gratitudine e consenso. Non è quindi sufficiente che la zanzara punga, o meglio che il poeta scriva, deve lasciare un segno, in modo che questo possa essere d’aiuto a chi lo interpreta. Ma ancora non basta: deve farlo partendo dalla proprie radici, senza mai divenire entità estranea al proprio territorio d’origine. Ecco perché da mantovano non ho potuto evitare di rifarmi a Virgilio. Chi con i propri versi non fa questo non può essere davvero considerato poeta. LE ZANZARE sono allora dei piccoli libretti che contengono le punture di alcune piccole bestie che chiamiamo poeti. E in ognuno di questi libretti un poeta parla del suo mondo con i suoi versi per mezzo della sua lingua pungente. E in ognuno di questi libretti, in copertina, appare il ritratto del poeta, fatto da un altro poeta, perché chi meglio di un poeta può tracciare l’identikit di un altro poeta?
(Andrea Garbin)

JACK HIRSCHMAN – Premio alla carriera

Uno dei maggiore poeti del mondo, il quarto poeta Laureato di San Francisco sarà il protagonista assoluto della seconda edizione del Premio alla Carriera del Comune di Moniga del Garda (BS): 

giovedì 15 maggio alle ore 21
nell’occasione del volume edito dalla Seam Edizioni‘Jackissimo’

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Sarà Jack Hirschman il protagonista assoluto della seconda edizione del Premio alla Carriera organizzato da Igor Costanzo, il comune di Moniga del Garda e l’Assessorato alla Cultura. Questo premio consegnerà, anno dopo anno, ad una o più personalità che si sono distinte in campo nazionale e internazionale nel mondo delle arti, della letteratura, della musica, dello sport. Il grande Poeta sarà anche sul lago di Garda nel corso del suo breve tour italiano organizzato da Casa della Poesia di Baronissi.

 

Giovedì 15 Maggio Hirschman sarà dunque a Moniga per ricevere il Premio alla Carriera e il dono che molti amici poeti italiani hanno pensato per festeggiare i suoi 80 anni: “Jackissimo”, volume edito dalla Seam Edizioni.

 

Insieme a lui, negli spazi offerti dal Comune, oltre a Igor Costanzo che ha ideato questo premio, ci saranno anche Beppe Costa e Stefania Battistella.

Non mancheranno le presenze istituzionali: a consegnare il Premio vero e proprio, infatti anche il primo cittadino Lorella Lavo e l’assessore alla Cultura Gloria Terzi.

Un’occasione più unica che rara, spiegano, “per consegnare un meritato riconoscimento a chi, con la sua poesia, il suo impegno civile ha segnato in tutto il mondo il più sentito messaggio contro la guerra.

 

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Jack Hirschman, classe 1933, nasce a New York e cresce nel Bronx. Da giovane lavora per la Associated Press. A 19 anni riceve una lettera da Ernest Hemingway che verrà pubblicata come “Lettera a un giovane scrittore” sul New York Times alla morte del grande romanziere. Si laurea al City College di New York e consegue un Master e un Dottorato di ricerca all’Università dell’Indiana. Negli anni Sessanta insegna alla UCLA in California. È un docente molto amato dagli studenti e di grande carisma, ma viene licenziato per la sua attività contro la guerra del Vietnam. Hirschman decide allora che diventerà un’artista e un poeta.

Nel 1972 si trasferisce a San Francisco e inizia la sua lunga attività di poeta di strada e di poeta impegnato. Sebbene abbia da sempre rinunciato a pubblicare i suoi testi con grandi case editrici, il suo lavoro di poeta e traduttore è apparso in oltre 100 pubblicazioni.

Il suo testo più importante The Arcanes è stato pubblicato in Italia nel 2006 da Multimedia Edizioni.
Nello stesso anno Hirschman è stato nominato quarto poeta laureato di San Francisco.

La sua dedizione alla Poesia in tutte le sue accezioni – lirica, sociale, politica – fa di Hirschman uno dei poeti statunitensi più importanti e significativi.

é uscita l’antologia “Poems for the Hazara”

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Centoventi poeti riconosciuti a livello internazionale e provenienti da sessantotto paesi diversi hanno partecipato ad un progetto di poesia sul popolo Hazara, dalla raccolta di queste poesie è nata un’antologia che rimarrà probabilmente nella storia della letteratura mondiale.

Il progetto è durato complessivamente un anno e ogni poeta ha scritto una poesia dedicata al popolo Hazara, tra loro anche i poeti italiani Beppe Costa, Stefania Battistella, Andrea Garbin e Edvino Ugolini.

Nelle sue seicento pagine questo libro raccoglie poesie in ben 17 lingue, inglese, italiano, spagnolo, catalano, giapponese, norvegese, turco, hazaragi, greco, tedesco, irlandese, ebraico, rumeno, francese, armeno, ungherese, portoghese.

Ogni poesia ha la traduzione in inglese al suo fianco. Questo progetto nasce da un’idea di Kamran Mir Hazar, poeta, scrittore e giornalista Hazara residente in Norvegia. Kamran ha inoltre curato l’editing e gestito la pubblicazione del libro.

Il libro è disponibile in due versioni: paperback e con copertina rigida. Il libro è acquistabile su diversi siti internet, come Amazon. A fine febbraio inoltre il libro uscirà in numerose librerie di paesi anglofoni. La versione e-book sarà invece disponibile dopo febbraio 2014.

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273 sono i poeti inclusi premi Nobel, Pulitzer, vincitori di premi letterari a livello nazionale e continentale, presidenti di festival internazionali di poesia, presidenti di PEN clubs e associazioni di scrittori provenienti da 88 diversi paesi hanno firmato una lettera aperta ai leader del mondo, dichiarando la loro solidarietà con il popolo Hazara. Per più di un secolo, gli Hazara di Afghanistan e Pakistan sono stati vittime di crimini sistematici come genocidio, schiavitù, abusi e violenze sessuali, crimini di guerra e discriminazione.

La lettera è indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, e al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al fine di richiedere di intraprendere azioni per assicurare la sicurezza della popolazione Hazara.

Il poeta Hazara Kamran Mir Hazar, che si è occupato di redigere la lettera afferma che: “l’articolo due della convenzione sul genocidio descrive appieno la terribile situazione degli Hazara e il mondo non può più ignorare la pulizia etnica e il genocidio degli Hazara”

In Afghanistan, nonostante il dispiegamento di migliaia di truppe internazionali, gli Hazara sono regolarmente attaccati dai Kuchi afghani, appoggiati dai Talebani e dal governo afghano. Le strade degli Hazara sono bloccate da Talebani armati, le loro auto vengono fermate e i passeggeri uccisi. Nell’Afghanistan centrale, inoltre, gran parte della popolazione Hazara è marginalizzata e i loro diritti vengono costantemente negati.

Come risultato di questa situazione, milioni di Hazara hanno abbandonanto l’Afghanistan fuggendo in paesi come la Iran, Turchia, Grecia, Australia ed Indonesia. In Pakistan recentemente, l’10 Gennaio 2013, più di cento Hazara sono stati uccisi da un attacco terroristico a Quetta.

I poeti di tutto il mondo chiedono ai vari leader di dichiarare uno stato di emergenza riguardante la situazione degli Hazara in Afghanistan; di esercitare pressione sul governo afghano e pakistano al fine di fermare la discriminazione e il supporto di questi governi a gruppi terroristici; di garantire l’asilo ai richiedenti Hazara; di stabilire una Commissione di verità internazionale al fine di investigare sui crimini contro il popolo Hazara; di aprire casi riguardanti il genocidio e le violazioni dei diritti umani presso le corti internazionali (come ad esempio la Corte Penale Internazionale) e di proteggere attraverso le truppe internazionali gli Hazara in Afghanistan. Ci appelliano anche ai media al fine di investigare e riportare i crimini contro gli Hazara in Afghanistan e in Pakistan.

La lettera aperta con le firme dei poeti di tutto il mondo è disponibile in Inglese, Spagnolo, Italiano, Hazaragi/Dari e Azeri sul sito: www.HazaraRights.com

Published in: on 31 gennaio 2014 at 21:50  Comments (2)  
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Nascita Volatile, di Angye Gaona, al Premio Marazza 2013

La giuria del Premio Marazza 2013, composta da Antonella Anedda, Paolo Bignoli, Giuliano Ladolfi, Fabio Pusterla, Fabio Scotto, e presieduta da Franco Buffoni, nella sezione “traduzione di poesia ad opera di un giovane traduttore” ha concentrato la sua attenzione principalmente su due opere:
– Leonardo Masi: “Mare aperto” di Wojciech Bonowicz (Incerti Editori)
– Andrea Garbin:  “Nascita Volatile” di Angye Gaona (Thauma Edizioni)
In seguito ad una seconda lettura Angye Gaona non è riuscita ad ottenere il primo premio, ma noi siamo ugualmente soddisfatti. L’obiettivo di  diffondere ulteriormente la voce della poetessa colombiana è stato pienamente raggiunto. Cogliamo dunque l’occasione per rilanciare il nostro appello. Acquistare una copia di “Nascita volatile” vuol dire aiutare concretamente la poetessa a combattere la sua battaglia con la giustizia colombiana.

al seguente link, video, poesie, e informazioni sul caso di Angye Gaona:
https://poesiadalsottosuolo.wordpress.com/2012/09/12/nascita-volatile-angye-gaona/

cover nascita volatile

Published in: on 21 gennaio 2014 at 21:58  Comments (2)  
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UN SOTTILE SILENZIO (di Sandro Sardella)

Nella sede dell’Assolombarda (Ass. Industriali) a Milano è stato presentato un volume realizzato con il contributo di Assolombarda:”Fabbrica di carta” – I libri che raccontano l’Italia industriale – Edizioni Laterza – a cura di Giorgio Bigatti, docente di Storia economica in Bocconi, e Giuseppe Lupo, che insegna Letteratura contemporanea alla Cattolica, introduzione di Antonio Calabrò.

Il mondo manifatturiero e aziendale esce da un composito ritratto, tra romanzi e poesie, tracciato dalle pagine di molti autori che hanno indagato, raccontato e descritto l’ambiente industriale: Mastronardi, Vittorini, Pratolini, Ottieri, Gadda, Primo Levi, Volponi, Sereni, Balestrini, Di Ciaula, Guerrazzi, Di Ruscio, etc e, poi più vicini: Erri De Luca, Ferracuti, Avallone, Abate, Pennacchi, .. ..

Ho sfogliato e percorso il pregevole e ricco volume Sarà perché ho un poco di documentazione sul tema. Sarà perche sono stato nel mondo del lavoro per oltre 35 anni come operaio metalmeccanico e turnista postale allo smistamento  col pallino della “poesia”. Sarà .. ma qualcosa non mi girava. Infatti ho notato una qualche sibilante anomalia. In poche parole mancano alcune annate: parte degli anni’70, gli’80 e parte dei ’90. Nessuna traccia letteraria dalla fabbrica. Uno strano silenzio circonda anni assai movimentati. Viene saltata quell’ondata post 68/69 dove l’operaio direttamente racconta, fa poesie intorno e dentro la sua condizione ma, non solamente in forma diaristica, consolatoria o rivendicativa ma, incontrando – confrontandosi – scontrandosi con la Cultura. Un prendersi la parola, oltre che in volantini poetici o schegge letterarie nei giornali sindacali e politici, che si concretizza (dalla fine degli anni ’70 ai primi anni ’90 ) nell’esperienza di “abiti-lavoro” – Quaderni di scrittura operaia.

Sedici numeri, oltre mille pagine, decine di autori/autrici proposti .. tra i qual Guerrazzi, Di Ruscio, Di Ciaula, Ferruccio Brugnaro ( pesantemente dimenticato nella succitata antologia .. ex operaio della Montefibre di Marghera, vari libri pubblicati da Bertani e Campanotto, tradotto in Francia, Spagna, Germania, USA, Cina, .. ), alcuni intellettuali interlocutori e non più padrini come Roberto Roversi, Giancarlo Majorino, Mariella Bettarini, Maria Teresa Mandalari, Silvio Guarnieri, .. una redazione/laboratorio con Garancini dall’Autobianchi di Desio, Sardella dalla Piaggio-Gilera di Arcore, Franco Cardinale dall’Aeritalia di Napoli, Mario Dentone dalla Fincantieri di Riva Trigoso, Roberto Voller dalle ferrovie di Firenze, Remorini dalla Piaggio di Pontedera, Giovanni Trimeri da Feltre, Claudio Galuzzi da Casalpusterlengo, Oscar Locatelli da Bergamo, Michele Licheri dalla Sardegna, Andrea Bassi da Modena, Gisa Legatti e Brolpito da Varese, ..

L’esperienza di “abiti-lavoro”, dove i diretti protagonisti del mondo della fabbrica davano voce vivendo un serrato confronto con la Cultura e producendo ricchi e non ideologici manufatti poetici e letterari, è stata affrontata dal Prof. Antonio Catalfamo nel n° 730 de “Il Calendario del popolo – Poeti operai” del maggio 2008 e in “Letteratura e cultura dei ceti subalterni in Italia” (Edizioni Solfanelli, 2012).

Per cui, in una tale ricca antologia, realizzata con il contributo di Assolombarda, mi è sembrato strano assai: 1- il vuoto totale attorno agli anni settanta, ottanta e novanta, 2 -la dimenticanza di un protagonista come Ferruccio Brugnaro, 3 – nessun cenno alla esperienza della rivista “abiti-lavoro” (editata ad Arcore, MI), 4 – e tra i giovani per es. l’attivo Giuliano Bugani, operaio metalmeccanico e video maker in Bologna. .. ..

Poi, aggiungerei un piccolo pensierino: “ Ma tali studi e ricerche non dovrebbero essere caldeggiate  o provenire dai sindacati dei lavoratori?!” Dalle mie parti di dice: “A s’è girà ‘l mund!”

( Sandro Sardella, novembre 2013 )

ARRABAL IN ITALIA: Il castello dei clandestini

presentazione del libro “Il Castello dei Clandestini”
con l’autore FERNANDO ARRABAL
venerdì 20 settembre 2013 alle ore 18:00
nela sala consiliare di Moniga del Garda (BS)
 

Dal 1978, data di pubblicazione dell’edizione italiana di Panico, libro sul movimento fondato da Fernando Arrabal, Jodorowsky e Topor, non riesco a staccarmi dalla magia che questo autore ha avuto su di me, benché siano passati oltre trent’anni (lo abbiamo avuto ospite in libreria nel 2010) l’occasione mi è stata fornita prima dallo spettacolo di Viviana Piccolo cui Fernando ha dedicato questo testo e, più recentemente da Igor Costanzo e dal comune di Moniga del Garda che ne condividono la pubblicazione. Nasce quindi la volontà di ritradurre il testo già tradotto da Massimo Rizzante per lo spettacolo della Piccolo, riscoprendone ancora una volta l’attualità, il linguaggio, l’impegno di un teatro che ancora certamente trova il nostro paese “ritardato”; quindi unendo le forze di amici (cui si è aggiunto Lorenzo Ferri dell’Arci di Treviglio) che amano la patafisica e tutta l’opera di Fernando senza togliere neanche un “pelo”, ne approfittiamo per stampare per i tipi della SEAM (con la collaborazione di Volo Press), questo straordinario testo arricchito dalla attenta prefazione di Andrea Garbin

Fernando sarà quindi ospite a Pordenone, Moniga del Garda e Treviglio le cui date riportiamo sotto.
beppe costa
 
collana INEDITI RARI E DIVERSI scelti da beppe costa

Nel teatro politico di Arrabal è sempre possibile trovare originalità e genio in grado di raccontare i meccanismi dell’esistenza e della società.
Il Castello dei clandestini, scritto appositamente per l’attrice e regista Viviana Piccolo, è uno straordinario monologo che ruota intorno alle questioni dell’immigrazione e della clandestinità, temi di grande attualità nell’Europa comunitaria di oggi, e certamente degli anni a venire. […]
[…] Lui, che ha vissuto per anni la condizione dell’esilio, sosteneva, riassumendo a brevi linee, che il reato di clandestinità non può esistere, che è una bufala da considerarsi violazione dei diritti umani, per il semplice fatto che in natura l’essere umano ha la libertà e il diritto di muoversi senza limitazioni geo-politiche, e nella società odierna l’emigrante che lascia il proprio paese non lo fa di sua spontanea volontà, ma perché è messo nella condizione di andarsene dalla società stessa. Ecco la contraddizione […].

Dalla prefazione di Andrea Garbin
Festival Pordenonelegge, 19 settembre 2013 ore 18.00
http://www.pordenonelegge.it/it/index.html;
Moniga del Garda, 20 settembre 2013 ore 18.00
Sala Consiliare del Comune di Moniga del Garda.
Nell’occasione sarà consegnato un premio alla Carriera,
come dovuta anticipazione del Premio Nobel.
Arci Fuorirotta Treviglio (località Battaglie)
21 settembre 2013 ore 21.30.

Arrabal ha diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli più pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, Líster, il Campesino e, appunto, Arrabal.
Nel 1963, con Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 è Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di André Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l’unico sopravvissuto delle «tre reincarnazioni della modernità».
Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, è autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre società “avanzate” si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente.

Colgo l’occasione per riportare un pezzo che scrisse Alberto Moravia in occasione dell’uscita in Italia di “Viva la muerte”.

SE EDIPO IMPUGNA LA BANDIERA ROSSA
di Alberto Moravia

“Viva la muerte” di Fernando Arrabal è un film doppiamente autobiografico, cioè sia negli eventi che sono quelli della vita stessa dell’autore, sia nelle deformazioni che l’autore non può fare a meno, proprio perché è profondamente e direttamente impegnato nella sua opera, di introdurre negli eventi. Di che si tratta in “Viva la muerte “? In una cittadina spagnola, ai nostri giorni, in una famiglia povera composta dei nonni, della madre e di una zia, vive un ragazzo il cui padre, ufficiale repubblicano, ai tempi della guerra civile, fu arrestato e

condannato prima a morte e poi al carcere a vita. Il ragazzo ha assistito all’arresto, sa della condanna a morte e del carcere a vita e ha pure appreso che il padre ha tentato di uccidersi e che alla fine è diventato pazzo ed è scomparso. Ora questa è punto per punto la storia del padre di Arrabal il quale, infatti, ha scritto: “Il 4 novembre del 1941 colpito da turbe mentali, mio padre fu trasferito dal carcere centrale di Burgos al manicomio provinciale della stessa città. 54 giorni dopo sfuggì e scomparve per sempre. Il giorno della sua scomparsa, a Burgos, c’era un metro di neve e gli archivi indicano che egli non aveva con sé la carta di identità e indossava soltanto il pigiama. Mio padre che era un “rosso”, era nato a Cordoba nel 1903. La sua vita fino alla scomparsa fu una delle più dolorose che io ricordi. Mi piace pensare di avere le sue stesse idee artistiche e politiche”.
Fin qui i fatti. Ma nel film, oltre all’autobiografia fattuale c’è anche quella interiore. Arrabal immagina che il ragazzo è sicuro che sia stata la madre retriva e bigotta a denunziare e fare arrestare il padre dai franchisti. Ora, è accertato che questo ” non risponde alla verità “. In realtà la madre si limitò, forse per paura, a non prendere le difese del marito, a non assisterlo con il suo affetto. Bisogna dunque vedere nell’invenzione della delazione una specie di rabbiosa diffamazione da parte di Arrabal il quale, evidentemente, “aveva bisogno”, e non soltanto per motivi letterari di non perdonare alla madre il suo contegno verso il padre.
Perché insisto sul doppio autobiografismo di  “Viva la muerte “? Anzitutto perché esso spiega l’atmosfera dolorosa e sofferta della vicenda. E poi perché è la chiave per arrivare al nucleo centrale, tragico e straziante, dell’ispirazione di Arrabal. Il ragazzo Faudo ama sua madre di un amore eccessivo, chiaramente edipico, che alla fine potrebbe portarlo, per istintiva rivalità, a prendere le parti della donna contro il padre. Ma Faudo sente, al tempo stesso, oscuramente, che deve rivoltarsi contro sua madre e contro il mondo retrivo e bigotto che essa incarna. Allora, con mezzi drastici e disperati, egli opera una scelta esistenziale. Tra se stesso e sua madre getta la delazione materna, il destino del padre e, alla fine, la rivoluzione. Si identifica, insomma, con il padre “rosso”; rifiuta la madre franchista. Lo sforzo durato per ripudiare la madre, lo fa ammalare.

Nell’autobus che lo porta all’ospedale, egli accuserà apertamente la madre di aver provocato l’arresto del padre. Essa risponderà: “Se egli avesse fatto il suo dovere, oggi sarebbe dalla parte dei vincitori. Oggi sarebbe un padre come tutti gli altri. Ma egli, per le sue idee, ha compromesso tutto: il suo avvenire, quello della moglie e dei figli”. Chi non ha udito parole simili al tempi dei fascismi ?
Il film è raccontato a due livelli, quello della vita quotidiana in un borgo spagnolo e quello della vita interiore di un ragazzo alle prese con il suo inconscio. Nella descrizione della vita quotidiana Arrabal è realistico, del realismo, però, fermo e incantato che è proprio dei surrealisti, a cominciare da Buñuel. La vita interiore, d’altra parte, accompagna quella quotidiana con un flusso continuo di immaginazioni simboliche, violente, truculente. Ma i due livelli si intersecano e si confondono. Arrabal ha capito che il sogno è altrettanto reale della realtà; e che mentre una cosa può essere vera o falsa, tutto, in compenso, è reale, così la verità come la menzogna. La bella zia che si denuda davanti al crocefisso e si fa frustare dal ragazzo, è un sogno oppure una realtà? La madre che sputa sui fucilati, è una realtà oppure un sogno?
È stato osservato che in “Viva la muerte” Arrabal attinge a piene mani nel museo degli orrori dell’onirismo surrealista così che nel film, accanto a parti sentite e autentiche ci sarebbero parti di maniera. Non sono di questo parere. In realtà, come tutti sanno anche se non vogliono ammetterlo, l’inconscio è pieno di mostri che Arrabal ha evocato con esattezza in un contesto che li giustifica. L’avere stabilito un rapporto dialettico tra i mostri dell’inconscio e la vita morale mi pare uno dei meriti principali di questo film eccezionale.
Gli interpreti, tutti molto bravi, così a livello quotidiano come a livello onirico, sono Mahdi Chaoud che è il ragazzo, Nuria Alspert che è la madre e Anouk Ferjac che è la zia. Affascinanti i disegni sadici di Topor, accompagnati dalle note beffarde di una agra canzoncina infantile danese.

A.M.
Published in: on 28 agosto 2013 at 16:49  Comments (4)  
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“Beppe Costa: poeta in rosso” di Marcella Testa

"Rosso, poesie d'amore e di rivolta" Beppe Costa VoloPress edizioni 2012 ISBN 9788677463625

“Rosso, poesie d’amore e di rivolta”
Beppe Costa
VoloPress edizioni 2012
ISBN 9788677463625

I colori di Beppe Costa

(di Marcella Testa)

 

Posso dire con certezza che Beppe Costa qui ne ha combinate di tutti i colori. Perché nel Rosso c’è il bianco della luna, degli acci-denti e dei per-denti, il grigio della cenere e quello indifferenziato del Paese, il nero del buio (Al buio, p. 11) e della notte. Della morte. Il nero e le sue dissolvenze (p. 25). Il bianco e il nero della storia e il pericolo del colore delle tragedie di oggi: “Ma all’apparenza del colore che vedo/il rischio si corre ed é palese/ch’io qui muoia di destini che inutilmente/s’incrociano e si vestono di buio, ora” (Al buio). E c’è il rosso, che ti colora i ricordi (Paese nel grigio, p. 37), mentre imperano “veline a colori” (p. 37). Il rosso, che pulsa nel corpo, perché non si può resistere al “richiamo vivido del rosso e del nero” dentro il corpo osceno di un amore non metodico e irregolare (p. 9 Rosso e nero). Il rosso del sangue che la nostra carne pretende (p. 10 Corto circuito), il rosso del Sole e del vino, del tramonto, dell’amore. “Il rosso di luce di quadri d’autore” , del fuoco della fiamma del camino, di un fiore, di lava e spudoratezza (p. 52 Rosso). C’è il colore delle tracce di ruggine delle catene sulla pelle e i colori della “… terra opaca/dove l’azzurro si perde col marrone/dal sapore intenso di sconfitte” (p. 72 Chiavi). E c’è la luce, fonte di tutti i colori, che ti sorprende, perché “appare d’un tratto” (p. 8 La tenda) e ti porta la fine del tutto o un nuovo principio di vita. Sicché vien voglia di “ucciderti e ritrovarti”, sempre “io col cuore” (p. 7).

Beppe, trafficante di libri e di parole. E io aggiungo “di emozioni”, perché Beppe è uno che i colori li ascolta (Note, p. 23) e li fa parlare per ossimori (p. 27 Il male felice) e sinestesie (p. 23), che altro non sono che orge di sensi, energie trattenute ma solo per essere liberate d’un colpo: “Se non ci fosse stata/una stagione dei suoni/non sarei così vivo/ad ascoltare ogni colore/che il tempo ancora mi regala/ogni volta scoprire/leggerezze nuove/sebbene antiche/che sussulti danno al sangue/quando i giorni avanti/non invitano a speranze” (p. 23 Note). Beppe, insomma, conosce il potere anarchico e liberatorio della poesia, la quale non solo si nutre di licenze, ma dietro la tenda di pretese d’ordine nasconde il poeta “poco serio” (pp. 46-47 Il poeta serio) e i suoi “pensieri leggeri” conditi dell’ironia e dell’autoironia che salvano (p. 26 Pensieri leggeri).

Con Beppe Costa la “poesia si fa carne” e vita (p. 33 Poesia come suono) e respira tra i versi, quindi è poesia erotica, anche quando parla di talento e di furti, di agguati, di disoccupati o di massacri di popoli (p. 61).

Infine un pensiero che, costante, mi sopravvive dopo la lettura di Rosso: la tavolozza, di cui si “macchia” il linguaggio poetico di Beppe Costa, non sempre nasce dalla volontà di comunicazione pratica, nonostante la chiarezza del lessico. E anche in questo mi viene di parlare di “poesia erotica”, perché anche l’incontro erotico non si può ridurre a pura sessualità a scopi riproduttivi. Voglio dire che la poesia di Beppe non è bella e piacevole solo per i messaggi che per sua natura trasmette, ma, come leggo nella nota di Silvano Agosti sul retro della copertina di Rosso, la poesia di Beppe è fatta anche di “lapilli poetici” e “accoppiamenti verbali” che non hanno bisogno di essere capiti, per poterne godere.

 

di Alda Merini


“Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.” 

 

“Agonia”

di Cesare Pavese

 

“Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le striscie di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.”

*

“Rosso, poesie d’amore e di rivolta”
Beppe Costa
VoloPress edizioni 2012
ISBN 9788677463625

*

Beppe Costa sarà presente:
SABATO 11 MAGGIO alle ore 21:30
presso il Caffè Galeter, in via G.Guerzoni 92h, a Borgosottto di Montichiari (BS)
per il CONTRASTO LETTERARIO N.12
con Stefania Battistella

CONTRASTO LETTERARIO N.12 - BEPPE COSTA E STEFANIA BATTISTELLA

CONTRASTO LETTERARIO N.12 – BEPPE COSTA E STEFANIA BATTISTELLA

Poeti contro un genocidio ignorato

Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama da parte dei poeti di tutto il mondo

Egregi Signori,

Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Giovedì 10 Gennaio 2013, infatti, più di cento Hazara sono stati uccisi in un attacco terroristico nella città di Quetta, in Pakistan. In questi ultimi anni, più di mille persone appartenenti all’etnia Hazara sono state uccise in simili attacchi organizzati nello stesso paese.

Oggi, nella loro stessa terra, in Afghanistan, le persone appartenenti a quest’etnia non sono al sicuro. Ogni anno sono esposte agli attacchi dei Kuchi afghani che godono del supporto dei Talebani e del governo afghano. Le loro strade vengono bloccate da Talebani armati, le loro auto vengono fermate e i passeggeri uccisi. Nel centro dell’Afghanistan, dove una gran parte della popolazione Hazara è marginalizzata, non hanno nemmeno accesso a diritti basilari. Ancora oggi essi sono esposti agli attacchi dei Talebani. Il risultato è che circa un milione di Hazara sono fuggiti in numerosi paesi come rifugiati o richiedenti asilo, il più delle volte vivendo in terribili condizioni umane e psicologiche.

La popolazione indigena Hazara rappresentava circa il 67% della popolazione dell’Afghanistan prima del XIX Secolo. Nel corso di questo secolo hanno sofferto il genocidio e la schiavitù e sono stati obbligati con la violenza ad abbandonare le loro terre, situate nel sud del moderno Afghanistan. Più del 60% di questa popolazione venne uccisa e migliaia di loro furono venduti come schiavi.

L’intera storia del XX secolo in Afghanistan è stata contrassegnata dalle uccisioni e dalle discriminazioni nei confronti di questo popolo. Il 10 e 11 Febbraio 1993 in un’area di Kabul chiamata Afshar, il governo dei Mujaheddin e i suoi alleati massacrarono migliaia di donne, uomini e bambini di etnia Hazara. Nell’Agosto del 2008, inoltre, i Talebani uccisero più di 10 000 Hazara nella città di Mazar-i-Sharif. Simili massacri si diffusero velocemente anche in altre parti del paese. La distruzione di simboli e patrimoni artistici e culturali Hazara, nonché la creazione e diffusione di un falso percorso storico attribuito loro, sono state altre strategie adottate, oltre ai già sopracitati crimini, al fine di eliminare l’esistenza di quest’etnia.

Per esempio nel Marzo del 2001, come è noto, i Talebani distrussero le antiche statue di Buddha a Bamiyan, simboli della storia e della cultura Hazara, nonché uno dei capolavori più importanti del patrimonio dell’umanità. Tale è la storia di questi ultimi due secoli di crimini contro il popolo Hazara.

Per queste ragioni, noi poeti di tutto il mondo dichiariamo la nostra solidarietà al popolo Hazara e chiediamo ai leader di tutto il mondo di tenere in considerazione i seguenti punti al fine di assicurare la sicurezza e la salvaguardia del popolo e della cultura Hazara:

1. Dichiarare uno stato di emergenza riguardante la situazione degli Hazara autorizzato dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.

2. Esercitare pressione sul governo dell’Afghanistan e sul governo del Pakistan, richiedendo la cessazione immediata degli atti di discriminazione contro gli Hazara, nonché la cessazione del loro supporto a gruppi terroristici.

3. Richiedere agli Stati parte della Convenzione sui rifugiati la protezione dei richiedenti asilo Hazara e la concessione del diritto d’asilo.

4. Istituire una Commissione internazionale di verità che indaghi sui crimini contro il popolo Hazara.

5. Aprire un’indagine presso le Corti e i Tribunali Internazionali come ad esempio la Corte Penale Internazionale.

6. Richiedere alle truppe internazionali presenti in Afghanistan di assicurare la sicurezza delle persone di etnia Hazara.

7. Richiedere ai media internazionali di riferire ed indagare sui crimini e le violenze contro il popolo Hazara in Pakistan e in Afghanistan.

I poeti di tutto il mondo

Firme con nome, posizione e paese:

• Fernando Rendón, Poet, editor and director of International Poetry Festival of Medellin (Colombia)
• Kamran Mir Hazar, Poet, journalist and webmaster (Afghanistan/Norway)
• Lello Voce, Poet (Italy)
• Gabriel Rosenstock, Poet (Éire/ Ireland)
• Irena Matijašević, Poet (Zagreb/ Croatia)
• Pitika Ntuli, Poet, writer and sculptor (South Africa)
• Dean Hapeta aka Te Kupu, Poet and musician ( Aotearoa, NZ)
• Dairena Ní Chinnéide, Poet (Ireland)
• Jack Hirschman, Poet (San Francisco in the United States)
• Agneta Falk, Poet (San Francisco in the United States)
• Janak Sapkota, Poet (Nepal)
• Boel Schenlaer, Poet (Sweden)
• Ershad Mazumder, Poet (Bangladesh)
• Alexander Gorsky, Poet, writer, journalist (Ukraine)
• William Masore, Poet (Kenya)
• K. Satchidanandan, Poet (India)
• Thór Stefánsson, Poet (Iceland)
• Hemant Divate, Poet, Editor, Publisher and Translator (Mumbai, India)
• Attila F. Balázs, Poet, editor, Publisher and Translator (Slovakia)
• AB-ART Publishing house (Bratislava, Slovakia)
• Enikoe Thiele, Poet, translator (Austria)
• Alireza Behnam, Poet and journalist (Iran)
• Mohammad Sharif Saiidi, Poet and journalist (Afghanistan/Sweden)
• Jüri Talvet, Poet (Estonia)
• Maggie Cleveland, Poet (Massachusetts, US)
• Julio Pavanetti, Poet, President of Liceo Poético de Benidorm (Uruguay/Spain)
• Angelina Llongueras, Poet, Barcelona (nowadays a member of the Revolutionary Poets Brigade in San Francisco, US)
• Amir Or, Poet and editor (Israel)
• Fahredin Shehu, Poet and Writer(Prishtina, Kosovo)
• Andrea Garbin, Poet (Mantova, Italy)
• Jean-Claude Awono, Teacher, editor and President of La Ronde des Poètes, Cameroon and Festival international de Poésie des Sept Collines de Yaoundé, Festi7 (Cameroun)
• George Grigore, Poet (Bucharest, Romania)
• Neeli Cherkovski, Poet (USA)
• J. K. Ihalainen, Poet and publisher (Finland)
• Hooman Azizi, Poet (Iran)
• Maryam Hooleh, Poet (Iran)
• Philip Hammial, Poet and sculptor (Australia)
• Rati Saxena- Poet, kritya international poetry festival (India)
• Bina Sarkar Ellias, Poet, editor, designer and publisher (Bombay/India)
• Mahmoud Abuhashhash , Poet (Palestine)
• Julia Kissina , Writer (Germany/Russia)
• Zelma White, Poet (Montserrat, B.W.I)
• Merlie Alunan, Poet, Essayist, Teacher of Literature (Philippines)
• Stanka Hrastelj, Poet and writer (Slovenia)
• Zingonia Zingone Poet (Italy)
• Erling Kittelsen, Poet (Norway)
• Tânia Tomé, Singer, Composer, Poet and Economist (Mozambique)
• Rashid Boudjedra, Poet, novelist, playwright and critic (Algeria)
• Ersi Sotiropoulos, Poet and novelist (Greece)
• Mohammad Azizi, Poet and journalist (Afghanistan)
• Emad Fouad, Poet and journalist (Egypt/ Belgium)
• Dr.Arif Ali Albayrak, Poet, Cartoonist, Painter and Music Composer (Cyprus/Turkey)
• Arturo Vázquez Sánchez, Poet (México)
• José Manuel Solá Gómez, Poet, Writer (Puerto Rico)
• Annabel Villar, Poet (Uruguay/Spain)
• Stephanos Stephanides, Poet, professor of literature (Cyprus)
• Peter Völker,Poet (Germany)
• José Francisco Mejía Ramírez, Poet and Writer (Honduras)
• Reza Heyrani, Poet (Iran)
• Hadi Hazara, Poet (Afghanistan)
• Nelly Elías de Benavente, Poet, Delegada de IALAYA – Instituto del libro Argentino y Americano (Argentina)
• Rahela Yar, Poet (Afghanistan)
• Werewere-Liking Gnepo, Poet and playwright and performer (Ivory Coast)
• Marjorie Evasco, Poet and Teacher of Literature (Philippines)
• Robert Max Steenkist, Poet, photographer and entrepeneur (Netherland/ Colombia)
• Joseph Mwantuali, Poet (Clinton, New York, USA)
• François Szabo, Poet (France)
• Gaston Bellemare D.h.c., C.M., O.Q. Président Festival International de la Poésie/ Fédération des festivals internationaux de poésie (Québec, Canada)
• Santiago B. Villafania, Poet (Philippines)
• Jacobo Rauskin, Poet (Asunción, Paraguay)
• Gertrude Fester, Poet and writer (South Africa)
• Howard Fergus, Poet (Montserrat West Indies)
• Prof.Dr.Sc. Ivan Djeparoski, Poet and philosopher (Skopje, R. Macedonia)
• Nancy Huston, Novelist and essayist (Canada)
• Elfriede Jelinek, Writer (Austria)
• Tozan Alkan, Poet and translator (Istanbul/Turkey)
• Euphrase Kezilahabi, Poet and novelist (Tanzania)
• Fernando Sabido Sánchez, Poet (Spain)
• Elyas Alavi, Poet (Afghanistan)
• Parwiz Kawa, Poet (Afghanistan)
• Dr.Homaira Nakhat Dastgirzada, Poet (Afghanistan)
• Dawood Hakimi, Poet (Afghanistan)
• Julieta Valero, Poet (Spain)
• Hatto Fischer, Philosopher, Poet und Co-ordinator of Poiein kai Prattein (Germany)
• Winston Morales Chavarro, Poet (Colombia)
• Al Hunter, Poet(Anishinaabe Nation, Canada)
• Siki Dlanga, Writer and poet (South Africa)
• Carey Lenehan, Poet and Writer for Peace (London, UK)
• Ernesto Carrión Poeta (Ecuador)
• Rira Abbasi, Poet, writer and director of International peace poetry festival (Iran)
• Mindy Zhang, Poet and translator (China-USA)
• Haroon Rahoon, Poet (Afghanistan)
• Samay Hamed, Poet (Afghanistan)
• S.Asrar Hamed Muqtader “Vesta”,Poet and Reporter (Afghanestan, presently Refugee in Turkey)
• Raihan Yousef ,Poet and Reporter (Afghanestan, presently Refugee in Turkey)
• Akwasi Aidoo, Poet (USA)
• Robin Ngangom, Poet, translator, teacher (India)
• Rafael Patiño Góez, Poet and translator (Colombia)
• Sonja Harter, Poet (Vienna, Austria)
• Parvaneh Torkamani, Poet and Social Worker (United States of America)
• Fathieh Saudi, Poet (Jordan/UK)
• Bengt Bertg, Poet and publisher (Sweden)
• Sigurdur Pálsson, poet, (Iceland)
• Tamer Öncül, Poet (Nicosia/Cyprus)
• Partaw Naderi, Poet (Afghanistan)
• Zeki Ali, Poet (Cyprus)
• Leopoldo Castilla, Poeta (Argentina)
• Rachel Tzvia Back, Poet (Israel)
• Michael Augustin, Poet & Festival Director (Germany)
• Mildred K Barya, Poet (Uganda)
• Nicole Cage, Poet (Martinique)
• Hafizullah Shariati, Poet (Afghanistan)
• Abotalib Mozaffari, Poet (Afghanistan)
• Saburullah Siasang, Poet (Afghanistan)
• Nawzar Ilyas, Poet (Afghanistan)
• Sam Hamill, Poet (USA)
• Galvarino Orellana, Poet, writer and Secretary General of “Frente Cultural Bolivariano Internacional” (Chile)
• Regina Dyck, Festival Director (Bremen, Germany)
• David Huerta, Poet (Mexico)
• Veronica Murguia, novelist (Mexico)
• Gahston Saint-Fleur,Poet, Writter and Executive Director of Foundation PROCULTURA/PROKILTI (Haiti)
• Miguel Aníbal Perdomo, Poet (Dominican Republic)
• Amiri Baraka, Poet (USA)
• Amina Baraka, Poet (USA)
• Charl-Pierre Naude, Poet (South Africa)
• Dunya Mikhail, Poet (Iraq)
• Bei Dao, Poet (China)
• Agus R. Sarjono, Poet & Editor in Chief Journal of Criticism (Indonesia)
• Nuno Júdice, Poet (Portugal)
• Birgitta Jonsdottir, Poetician, Member of the Icelandic Parliament for the Movement & chairperson of the International Modern Media Institution (Iceland)
• Reza Baraheni, Novelist, poet, critic, and political activist (Iran)
• Peter Curman, Poet (Sweden)
• Lyerka Bonanno, Poeta (Venezuela)
• Grace R. Monte de Ramos, Poet (Philippines)
• Geoffrey Philp, Poet, novelist, and playwright (Jamaica, West Indies)
• BINYOU-BI-HOMB Marius Yannick, Poet (Cameroon)
• Noria Adel, Poet, writer and visual artist (Algiers, Algeria)
• Shakor Nazari, Poet, Editor, Head of Afghanistan Literature House In Kabul and Member of Afghanistan Independent Human Rights Commission (AIHRC) (Afghanistan)
• Tsead Bruinja, Poet (Amsterdam, The Netherlands)
• Bernard Noël, Poet (France)
• Lic. Gerardo Paz Delgado, Poet, Secretario Nacional por Uruguay del Movimiento Internacional Poetas del Mundo. (Uruguay)
• Christian Salmon, essayist and ex director of the International Parliament of Writers, (France)
• Mark Lipman, Poet (USA)
• Chirag Bangdel, Poet, artist and writer (Nepal)
• Zolani Mkiva, Poet (South Africa)
• Elena Armenescu, Poet (Romania)
• D.M. Reyes, Poet and Literature Teacher (Philippines)
• Tom Egeland, Author and critic (Norway)
• Hildebrando Pérez Grande, Poet, Premio de Poesía Casa de las Américas (Peru)
• Rodolfo Dada, Poet (Costa Rica)
• Jean Portante, Poet, novelist (Luxembourg/France)
• Gonzalo Márquez Cristo, Poeta (Colombia)
• Antonio Correa Losada, Poeta (Colombia)
• Amparo Osorio, Poeta (Colombia)
• Héctor Rosales, Poet (Uruguay/España)
• Anthony L. Tan, Poet, fictionist, essayist, and teacher of literature (Philippines)
• Myriam Montoya, Poet (Colombia/ France)
• Jim Byron, musician (USA)
• Carlos Piera, Writer (Spain)
• Camila Charry Noriega, Poet (Colombia)
• Harold Trujillo Torres, Caricaturista de opinión periódico El Espectador (Colombia)
• Lucia Ortiz Corredor, Poet (Colombia)
• Julio César Goyes Narváez, Poet (Colombia)
• Julio César Goyes Narváez, Poet/ IECO-Instituto de Estudios en Comunicación y Cultura/ Universidad Nacional de Colombia (Colombia)
• Alonso Sáenz M., Promotor de Lectura (Colombia)
• Carmen Calatayud, Poet and nonfiction writer (USA)
• Eduardo Emilio Esparza, Artista Plastico (Colombia)
• Canéla A. Jaramillo, Poet, Author, Editor (United States)
• Claribel Alegría, Poet, essayist, novelist, and journalist (Nicaragua)
• Jill Schoolman, Publisher (USA)
• Marco Antonio Campos, Poet (Mexico)
• Marion Bethel, Poet (Bahamas)
• Eleonora Parachini, Artista, (Colombia)
• Juan Carlos Mestre, Poet and writer (Spain)
• Ostap Nožak, writer and translator (Ukraine)
• Stephane Chaumet, Poet (France)
• Lic. Gerardo Paz Delgado, Poet, Secretario Nacional por Uruguay del Movimiento Internacional Poetas del Mundo. (Uruguay)
• Julian Hector Gutierrez, Poet and writer (Colombia)
• Francisco Sánchez Jiménez, Writer (Colombia)
• Fredy Yezzed, Writer (Colombia/ Argentina)
• Eusebio Sánchez Clavijo, Writer (Colombia)
• Jose Yezid Morales, Poet and Painter (Colombia)
• Helena Iriarte, Novelista y profesora universitaria de literatura (Colombia)
• Paul Disnrad, Poet (Colombia/ Serbia)
• Paul Dutton, Poet, Fiction Writer, Essayist and Musician (Canada)
• Coral Bracho, Poeta (México)
• Fanny Moreno Ospina, poeta (colombiana)
• Martha Ennix, Artista plástica (colombiana)
• Víctor López Rache Poeta y ensayista (Colombia)
• María LeMarie, Writer and painter (Colombia)
• Bassem Al Meraiby, Poet (Iraq- Sweden)
• Manuel Pachón, Poeta y Maestro (Colombiano)
• Maruja Vieira, Poet and journalist (Colombia)
• Juan Carlos Acevedo Ramos, Poet (Colombia)
• Roberta J. Hill, poet and writer, (Oneida) (Madison, Wisconsin in the U. S.)
• Dieudonné Ewomsan, Poet (Togo)
• Carlos Fajardo Fajardo, Poet (Colombia)
• Qassim Haddad, Poet (Bahrain)
• Neeli Cherkovski, Poet (USA)
• Fabio Martinez, Escritor (Colombia)
• Morela Maneiro, Poet (Venezuela)
• Sayed Hegab, Poet (Egypt)
• Zoran Anchevski, poet, translator, professor of literature (Macedonia)
• Liv Lundberg, Poet, Writer, Professor (Norway)
• Pia Tafdrup, Poet and Writer (Denmark)
• Micere Githae Mugo , Poet, Playwright, Scholar and Activist (Kenya)
• Angye Gaona, Poeta (Colombia)
• Allison Hedge Coke, Poet and writer (US)
• Matthew Shenoda, Poet (USA/Egypt)
• Chiqui Vicioso, Poet (Dominican Republic)
• Aref Pejman, Poet, Author, and Associate Professor (Afghanistan)
• Fredy Chikangana, Poeta y Escritor Quechua Yanakuna Mitmak (Colombia)
• Ramiz Rovshan, Poet and writer (Azerbaijan)
• Liam Ó Muirthile, Poet (Ireland)
• Nguyen Quang Thieu, Poet (Vietnam)
• Andrei Khadanovich, poet (Belarus)
• Alberto Nessi, poeta e scrittore (Switzerland)
• Hermes Vargas. Poeta (Spain)
• Chris Abani, Poet and writer (Nigeria/USA)
• Abdourahman WABERI, Poet (Djibouti)
• Beppe Costa, poet, novelist and publisher (Italy)
• Stefania Battistella, Poet (Italy)
• Senem Gökel, Poet, researcher, instructor (Cyprus)
• Ingrid Wickström, Poet and translater (Sweden)
• Priya Sarukkai Chabria, Poet, writer and translator (India)
• Homero Aridjis, Poet and novelist, President Emeritus of PEN International (Mexico)
• Gemino H. Abad, Poet, professor emeritus of literature and creative writing (Philippines)
• Vasyl Makhno, Poet (Ukraine/USA)
• Vincent O’Sullivan, Poet (New Zealand)
• Joy Harjo, Poet and musician (Mvskoke Nation, USA)
• Gioconda Belli, Poet and novelist (Nicaragua)
• Francisco de Asís Fernández, Poet and President of the International Poetry Festival, Nicaragua (Nicaragua)
• Gloria Gabuardi, Poet (Nicaragua)
• Alexandra Büchler, Director of Literature Across Frontiers (Czech Republic/UK)
• Nora Atalla, poète, romancière et nouvelliste (Québec, Canada)
• Moya Cannon, Poet (Irland)
• Michèle Blanchet, poète de Québec (Canada)
• Nyein Way, Poet, Performance artist and educator (Myanmar)
• Max.N.RIPPON poet (Marie-Galante, Guadeloupe)
• Omar Pérez, Poet, writer and translator (Cuba)
• Jared Angira, Poet (Kenya)
• Rashidah Ismaili, Poet (Benin)
• Raquel Chalfi, Poet and writer (Israel)
• Blanca Andreu, Poet (Spain)
• Michaël Glück, Poet (France)
• Stefaan van den Bremt, Poet and Honorary chairman of PEN FLANDERS (Flanders, Belgium)
• Jan Owen, Writer (Australia)
• Vyacheslav Kupriyanov, Poet (Russia)
• Geneviève Morin, Poet (Québec, Canada)
• Yiorgos Chouliaras, Poet (Greece)
• Quito Nicolaas, Writer/Poet (The Netherlands)
• Simón Zavala Guzmán, Poeta y ensayista (Ecuador)
• Timo Berger, Poet and publisher (Germany)
• Ceaití Ní Bheildiúin, Poet (Ireland)
• Jean Clarence Lambert, Poet, translator, essayist and art critic (France)
• Antonio Preciado, Poeta (ecuatoriano)
• Manal Al-Sheikh, Poet and writer (Iraq/ Norway)
• Yasin Khamosh, Poet and journalist (Afghanistan)
• Valeriu Stancu, Poet, novelist and translator (Romania)
• Aju Mukhopadhyay, Poet, essayist, feature and fiction writer (India)
• GILMA DE LOS RÍOS TOBÓN, Poeta y periodista (Colombia)
Poeti Inediti:
• Mir Hussain Mahdavi, Exiled freelance writer and poet (Afghanistan)
• Leila Malekmohammadi, Poet and journalist (Iran/ Norway)
• Sultan Haidari, Journalist and poet (Afghanistan)
• Ali Hazara, Poet and movie maker (Afghanistan)
• Hossein Pooya, Poet (Afghanistan)
• Sakhi dad Hatef, Poet (Afghanistan)
• Maryam Turkmani, Poet (Afghanistan)
• Razi Mohebi, Poet and movie maker (Afghanistan)
• Fereshta Ziai, Poet, pedagog and youth mentor (Afghanistan/Sweden)
• Laila Haidari, Poet and director of Life is Beautiful Organization (Afghanistan)

PS:
1: Copia ai Media Internazionali
2: Per maggiori informazioni contattare Kamran Mir Hazar all’indirizzo email: kamran@kamranmirhazar.com
cell phone +47.96666769
Skype: kamran.mmir.hazar
Facebook: http://www.facebook.com/KamranPoetry

Paesi: Colombia, Norway, Italy, Ireland, Croatia, South Africa, NZ, United States, Nepal, Sweden, Bangladesh, Ukraine, Kenya, India, Slovakia, Austria, Iran, Sweden, Estonia, Spain, Uruguay, Israel, Kosovo, Cameroun, Romania, Finland, Australia, Palestine, Russia, Germany, B.W.I, Philippines, Mozambique, Algeria, Greece, Afghanistan, Belgium, Egypt, Turkey, Cyprus, México, Puerto Rico, Honduras, Argentina, Ivory Coast, France, Canada, Paraguay, West Indies, Macedonia, Tanzania, UK, Ecuador, China, Uganda, Martinique, Chile, Mexico, Haiti, Dominican Republic, Iraq, Indonesia, Portugal, Iceland, The Netherlands, Peru, Costa Rica, Nicaragua, Bahamas, Ukraine, Argentina, Serbia, Togo, Bahrain, Venezuela, Macedonia, Denmark, Kenya, Dominican Republic, Azerbaijan, Belarus, Switzerland, Nigeria, Djibouti, Czech Republic, Myanmar and Cuba.

Contrasto Letterario N.9

Sabato 23 marzo 2013 alle ore 21:30 presso il Caffè Galeter di Montichiari (BS), come sempre in via Guerzoni 92, vi aspettiamo per il secondo degli Incontri di poesia dal sottosuolo di questo nuovo anno

un contrasto letterario che vedrà protagoniste le poete

VALERIA RAIMONDI e SIMONETTA FANTONI

CONTRASTO LETTERARIO 09

Published in: on 16 marzo 2013 at 08:50  Lascia un commento