è uscito SUTURE, di Luca Artioli

“Luca Artioli, alla veneranda età di 35 anni, crea una poesia che è al contempo saggia e piena di velenosa grazia, la cui musica – sorprendentemente potente e che scaturisce dallo scontro dialettico tra il silenzio e la parola sonora composta – ne fa un poeta capace di udire le profondità offerteci dal linguaggio di oggi”

(Jack Hirschman)

“queste poesie sono intense e leggere e sono fatte di mani e di gesti in grado di ben cogliere l’ineffabilità anche dell’evento minimo dello sfioro corporeo”

(Alberto Mori)

“i passaggi poetici di Luca sono un ancoraggio all’incompiuto, una fede nell’esperienza sospesa dove non ci sono dubbi, ma solo possibilità.
La stessa fede che fa da “sutura” alla parte finale della raccolta dove “Giuda è solo un bacio” e ogni parola un annuncio”

(Alessandro Assiri)

“aut Artioli vecchio, aut Artioli ragazzo. O l’uno o l’altro. E poi questa poesia misurata e conscia, che sta tra un Grande Stile da pieno Novecento (Montale e Solmi, per intenderci) e il rigore calibrato dell’ultimo De Angelis. In sintesi: la precisione; l’Io che descrive per accumulazione di oggetti; la sapienza a-metrica; il lessico quotidiano e aulico in cui convivono inter-rail ed eburneo, finestrino e gemmare, capolinea e autoconsegna. Luca artioli ha fatto la sua scelta. Il risultato è davvero nobile”

( Massimo Sannelli )

“È stato un vero piacere leggere Artioli, così ricco di stimolanti fragilità da stringersi addosso come un cappotto e dunque farne un parapioggia, un parafulmine, un riparo per la vita perché tante  piccole debolezze insieme fanno forza là dove si situa il nucleo dell’io.”

( Narda Fattori )

Brucia come polvere, dal deserto dell’essere, negli occhi di chi legge, nei solchi delle mani dove sono scritte le tracce del destino. Questa è la nuova poesia del secolo presente.”

( Vincenzo D’Alessio )

“Poeti dolenti cui salvezza unica sembra essere la poesia, quella che si ficca come lama attraverso le righe ai tuoi occhi e leggi, rileggi, ritorni alla pagina e scegli, ti ritrovi, ti si inchioda alla pancia, ti ricorda che tu, anche tu come tanti, ti ritrovi nelle sue stesse stanze. Le tante, buie, a vole ironiche ‘stanze’ di Luca Artioli.”

( Beppe Costa )

C’è, in Artioli, una poesia della prima persona, non dimentica, civilmente parlando, del mondo, che conosce l’autenticità della voce e vi si approssima, coniugando ricerca formale e ricerca etica e umana.”

( Lorenzo Mari )

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Published in: on 4 luglio 2011 at 20:31  Lascia un commento  

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