Apulia

Maria Nardelli nasce a Locorotondo, in provincia di Bari.  Dal 2003 vive a Montichiari, dove insegna. Si dice curiosa verso le più svariate forme di conoscenza e comunicazione. Dice di sé: « la mia salvezza e la mia condanna è la fuga mentale, e il luogo (tra gli infiniti luoghi della mente) che preferisco in assoluto è la mia terra apula. mi cimento a scrivere da sempre. adoro la poesia, in particolare il suono che fa a volte e le risposte che sa darti.»
Dall’incontro casuale, avvenuto al Galetér in occasione di un open mic, la decisione di inserire suoi testi su questo blog.


FERMATA PRENOTATA

Ho perso anche questo giro.
L’ultima corsa
porta dritto al deposito.
Mi seccherò
su una poltrona
o appesa ad una maniglia.

IL SALUTO (all’amica v.)

Mi augurasti buona estate
mentre salivi sull’autobus
e io ti ho atteso per quarantadue
settimane, ancora non so dire se
basti per chiedere scusa
delle mie mancanze andate
o per la buccia che ho lasciato
da qualche parte nel tuo stomaco.

MAMMAMEGHJI (dialetto pugliese)

Mà, mannagghji a mserij
Quannn’è ca m’ha scttè jint a nà cavet
Come s fesc pij fruscul
Cà nusciun vuol?
I cuntijnu a fè a ’llmosn
Aspett ij scett ‘u sagn
Aspett ca ma discr: camin

MIA MADRE

Mamma, miseria santissima
Quand’è che mi lancerai nella scarpata
Come si fa con le bestiole
Che nessuno vuole?
Continuo a fare elemosina,
Aspetto e butto il sangue,
Aspetto che tu mi dica: vivi.

VALLE D’ITRIA

Solo le cime basse degli ulivi
si scuotono di dosso
la calce bianca come la morte
che l’uomo arido
ogni anno ricalca sui muri di pietre.
E’ la secca del tempo
che quest’uomo conosce
non ingravida idee
rigira solo sassi e terra.
Poi verrà quell’altro
a rendere lividi i giorni.
In questa valle di conchiglie morte
tutto ciò che si pensa
lo scirocco sparpaglia.

ASCOLTO FOSCHINI (a Costantino Foschini, voce inconfondibile del TGPuglia)

Rizzavo le ciglia
nella cucina disordinata
la domenica, verso sera
dopo la fila per la doccia
sistemavo i libri nello zaino
per saltare la prima ora
poi, il lunedì.

Papà era la sua mano
gialla di nicotina
sulla lastra di marmo
che stonava col pavimento
affianco alla TV.

Rizzavo le ciglia
alla voce di Foschini
che leggendo il giornale
cantava tutte le R
della terzarete regionale
e tutti erano diluiti nel silenzio
del neon troppo luminoso.

Poi girava su Telenorba.
Territorialità circoscritta
che non potevo portarmi dietro
e gelosamente pregavo
che non mutasse mai.

Annunci
Published in: on 6 marzo 2010 at 12:29  Comments (1)  

The URI to TrackBack this entry is: https://poesiadalsottosuolo.wordpress.com/2010/03/06/apulia/trackback/

RSS feed for comments on this post.

One CommentLascia un commento

  1. gli incastri del caso sono la categoria di fenomeni più interessanti in assoluto. e questo ragazzo, l’andrea garbin, che riesce a metterne insieme le sfumature è da applaudire signori.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: