SOPRAVVIVERE ALLA CRISI

Per la prima volta in Italia Thauma Edizioni è lieta di pubblicare Dave Lordan, poeta e performer irlandese.

 

 

” Sopravvivere alla crisi

DAVE LORDAN (IRLANDA)

collana poetica internazionale

ISBN 978-88-97204-28-2

 

 

il mio paese

Cosa c’è di sbagliato in me?
il mio paese non è solo una bugia da fumetto
il mio paese è un paese libero

nel mio paese abbiamo
stabilito superando ogni difficoltà
le tradizioni e le strutture della democrazia

nessuno oserebbe mettere le manette ai cani
colti a danneggiare recinzioni

i maiali che affiggono folli insegne ai lampioni
vengono generalmente lasciati fare

non una parola viene mai detta alle volpi
che distribuiscono volantini ingannevoli a pacchi

né alle formiche è negato il diritto
di trasportare dieci volte il loro peso corporeo

anche i piccioni sono fortunati a vivere qui
avendo tanto cibo e molti indirizzi

i gatti macchinisti dai baffi macchiati di tabacco
possono fare ciò che vogliono nel fine settimana

qualunque gruppo di parassiti organizzati può ospitare
riunioni di ratti nello scantinato

i corvi ammassati su cavi aerei
possono ritenersi un parlamento

i topi della stampa hot ottengono poliziotti ben disposti
se organizzano rave o ricevimenti a base di champagne

più di tutti il nostro presidente amico, una garanzia,
parla con chiunque senza eccezioni

e quindi devo far pratica per essere felice
mentre giro per le strade della nostra capitale
travestito da me stesso su una bici

poiché anche alle statue delle nostre vergini è permesso
piangere e sanguinare e muoversi
in qualunque direzione a loro piaccia

*  *  *

dalla postfazione di ANdrea Garbin:

Molti autori hanno trattato i temi della morte e della vita, alcuni l’hanno fatto riflettendo sull’immagine icona della vita: l’albero. Alda Merini disse che i poeti vanno lasciati volare tra gli alberi; Khalil Gibran scrisse che noi tutti siamo foglie sull’albero della vita; Gogol, in una lettera a Puskin, avrebbe volentieri impiccato tutti i librai al primo albero. Dave Lordan lo osserva quest’albero,
e lo vede, ma cosa vede? Potrebbe vedere l’albero santo di William Butler Yeats, e forse lo vede davvero, sa di vederlo, ma non ce lo dice. Ci fa notare invece l’assenza intorno ad esso, come la poesia di Lordan, è elemento di resistenza. Sopravvive, e infonde al poeta, che da sempre si pone dubbi, il presagio di un’estinzione.

dalla postfazione di Luca Artioli:

Dopo aver letto Sopravvivere alla crisi, ciò che ti resta aggrappato
alla pelle come un tatuaggio non sono le poesie di Dave Lordan
o la parola matura che le accompagna, ma il peso dei significati
analizzati per il tramite di una voce sempre pungente e – a tratti
- irreverente. Una voce qui presentata nella continua dicotomia
del grido e del sussurro, con la quale lo stesso Lordan riesce, con
incisiva abilità, a parlarci di sé e dei mondi che lo abitano.

Published in: on 23 marzo 2012 at 18:33  Lascia un commento  

CONTRASTO LETTERARIO n.3 – Andrea Garbin vs Benny Nonasky

Published in: on 10 marzo 2012 at 13:36  Lascia un commento  

A LEAP FORWARD – REVOLUTIONARY POETS BRIGADE

Mercoledì 29 febbraio dalle ore 21:00
Il Movimento dal sottosuolo aderisce alla movimentazione indetta dal World Poetry Movement.

ORA
Come poeti siamo nella posizione ideale per cogliere le possibilità del tempo, portando la lingua alla vita e partecipando al movimento che si sta raccogliendo mentre parliamo…

è IL MOMENTO
La poesia è sempre stata, e continua ad essere, non solo il modo in cui il poeta ascolta il suo essere più profondo, ma una via, lo spirito dei tempi, nella sua incarnazione più lungimirante, cui è espressa e sentita. Ed i tempi cui ci troviamo, di crisi e di pianto per la trasformazione, hanno bisogno soprattutto di novità, come il poeta William Carlos Williams ha detto “senza che moriamo”. Diciamo ciò che vediamo, vale a dire che è il sistema che non può riposare  finché non è estratta ogni goccia da una terra disperata: capitalismo. Noi diciamo ciò che vediamo, vale a dire che è l’oppressione della nostra classe, guidati per le strade e nei vicoli delle nostre città, spinti ai campi fangosi, tutto perché non c’è profitto nel mantenere la vita e la salute. Noi siamo i precursori della rivoluzione e la consapevolezza che vi sta alla base e la guida.

PER i POETI RIVOLUZIONARI
Nella nostra lotta comune verso la libertà, ogni individuo raggiunge istintivamente il miglior strumento a portata di mano. Come artisti, abbiamo lo strumento più potente di tutti, la capacità di ispirare, trasformare e liberare, giusto in tempo come accade, mentre i vecchi malati metodi arrugginiscono, soffocano, sputacchiano, e sbiadiscono. Poeti, voi sul bordo dell’affilato rasoio del pensiero sociale, e tutti i colleghi artisti dal visionario coraggio, siate consci di questa storica opportunità, conducete con forte voce rivoluzionaria tutta l’umanità a vivere autenticamente e a prosperare in comune spirito!

BRIGATA
Pertanto, vogliamo creare una Brigata di Poeti Rivoluzionari, per rispondere alle esigenze del momento, provocando il futuro fuori dalle menti confuse di oggi, ispirando con la passione della parola viva, in preparazione per l’evoluzione di una più ampia e larga scala della rivolta, l’azione che rovescerà questo sistema di avidità e sfruttamento. Come una rete, siamo in grado di essere presenti e partecipare alla resistenza popolare che sta avvenendo intorno a noi, tramite l’organizzazione di eventi di poesia, tramite letture e parlando durante le manifestazioni, e con pubblicazioni di volantini e opuscoli. Unisciti a noi.

by
Bob Coleman,
ack Hirschman,
Sarah Menefee,
Cathleen Williams

 

Published in: on 26 febbraio 2012 at 09:37  Lascia un commento  

Omar Pedrini in Concerto

Venerdì 24 febbraio, dalle ore 22:00,  il Latte Più Live di Brescia ospita un grande interprete della musica italiana, rock e non solo:  il cantautore bresciano Omar Pedrini!

Un concerto da non perdere con la consueta grinta dello Zio Rock, le sue canzoni più famose… in vista del prossimo disco, ancora in preparazione e tutto da scoprire.

Ma non finisce qui: insieme al buon Pedrini anche un grande amico come Enrico Ghedi (alle tastiere), e un elegante intramezzo poetico con le poesie pubblicate proprio da Ghedi nella raccolta ‘La Scatola degli Insetti‘, in compagnia di un altro grande amico, Igor Costanzo, poeta ed editore bresciano, membro del Movimento dal sottosuolo.

 

Published in: on 23 febbraio 2012 at 22:51  Lascia un commento  

Libertà per la poeta Angye Gaona! Mobilitazione Internazionale!

“Come dico sempre, gli esseri umani non siamo un curriculum vitae (CV).

Siamo quello che facciamo. Come lo facciamo. Siamo ciò che viviamo, sentiamo, diciamo, guardiamo, amiamo, pensiamo, scriviamo.

Diamo.

Siamo l’intensità dell’impegno per la vita.

Siamo ciò che sognamo.

Nemmeno Angye Gaona è un curriculum.

E’ una poeta vibrante di vita.

E’ una raffica di innocenza. Una forza vitale, che desidera aiutare a cambiare la vita, a partire dalla poesia che la abita.

Ciononostante, qui sotto, il suo CV, come anticipazione di altre pubblicazioni prossime.”

[Cristina Castello]

Indirizzo mail: castello.cristina@gmail.com

Breve biografia

Angye Gaona (Bucaramanga, Colombia, 1980) poeta colombiana, membro di Prometeo e per cinque anni dell’organizzazione del Festival Internazionale di Poesia di Medellin. Organizza nel 2001 la prima Mostra Internazionale di Poesia Sperimentale. Coltiva anche la scultura e la produzione radiofonica. Vive e svolge attività di promozione del valore della poesia nella sua città natale. Sue poesie sono state inserite in antologie e in pubblicazioni cartacee ed elettroniche sia in Colombia che all’estero, più di recente in un’antologia di nuove voci della poesia colombiana pubblicata dall’Università di Monterrey (Messico).

Nel 2009, ha pubblicato il suo primo libro, “La nascita volatile” (con illustrazioni di Natalia Rendón), e ha partecipato all’Incontro Internazionale di Surrealismo contemporaneo “La soglia segreta” (Santiago, Cile), l’esibizione più importante mai realizzata del movimento surrealista in Sud-America.

Nel 2010 compone il poema sperimentale “I figli del vento”, disponibile sul sito: http://www.wix.com/viento/viento. Il suo lavoro è stato parzialmente tradotto in francese, catalano, portoghese e inglese. Nel 2011 ha vinto il Festival metropolitano delle arti “Mire”. Nel 2012 dovrebbe partecipare all’Esposizione Internazionale “Surrealismo 2012″ (Pennsylvania, USA) e al XXII Festival Internazionale di Poesia di Medellin, se non sarà in carcere per allora.

Uno speciale Dossier bilingue le sarà dedicato, nel prossimo numero della rivista poetica francese “La voix de autres”, che sarà pubblicato a marzo 2012.

E’ urgente che ognuno di noi diffonda questa informazione e quella successiva. E’ molto urgente. L’ingiustizia è in agguato. E minaccia la vita.

E molto dipende da noi tutti.

Se tutti comprendessimo che siamo tutti vulnerabili, saremmo più umani e fraterni, scrive Cristina Castello. Comprendiamolo!

Abbiamo il dovere assoluto di informare che:

1. Si sta recando offesa alla poesia trattando un poeta povero come fosse uno spacciatore.

2. Il reato di opinione e la solidarietà verso l’altro non possono essere puniti per nessun motivo.

Cristina Castello, poeta Argentina che vive in Francia, amica di Angye, lancia un fervente appello affinché l’intera comunità internazionale intervenga.

Teniamo a mente che tutti noi potremmo incorrere in una situazione simile alla sua.

Difesa di Angye Gaona, poeta colombiana

Da questo preciso momento, è essenziale che ci impegnamo tutti attivamente per sostenere Angye Gaona prima che inizi l’ingiusto processo a cui verrà sottoposta. La situazione è estremamente grave per Angye, come potrete verificare.

Nel gennaio 2011, di ritorno dal Venezuela, dove si era recata per procurarsi dei libri, è stata arrestata e incarcerata per quattro mesi in una prigione di media sicurezza senza che alcun processo fosse stato avviato contro di lei durante il suo arresto. Dopo una intensa campagna di petizioni internazionali, è stata messa in libertà vigilata per scadenza dei termini per avviare un processo contro di lei.

Dal 20 maggio 2011, data del suo rilascio dalla prigione, è in attesa dell’inizio del processo per i crimini di cui è assurdamente accusata, su cui la procura non si è ancora accordata, né è stata chiara, vale a dire: “cospirazione per crimine aggravato per l’impegno a commettere traffico di droga e ribellione.”

In mezzo al disordine della procura e dei tribunali in Colombia, un processo iniquo sta per iniziare nella città di Cartagena de Indias, a più di 800 km dalla città in cui Angye risiede e dove si trovano anche i suoi amici, la sua famiglia e tutti i coloro che possono testimoniare a suo favore. La Corte non ha accolto la richiesta di poter raccogliere testimonianze virtuali, sostenendo la mancanza di budget.

La verità di questa storia è che, attraverso la sua azione poetica, Angye Gaona ha solidarizzato, attraverso il suo lavoro culturale e poetico, con le migliaia di prigionieri politici che soffrono nelle carceri del paese; con i lavoratori in lotta per ottenere un assetto politico stabile dopo gli omicidi e le sparizioni perpetrate nei loro confronti dalle forze armate, dalla polizia, dai servizi segreti e dagli squadroni della morte, fra gli altri; e, infine, con i giovani della sua città, per i quali ha costantemente creato spazi di incontro e condivisione.

Nonostante viva in povertà, con meno del necessario per nutrire la sua bambina, con cui condivide un appartamento in un quartiere povero di Bucaramanga, la sua città – è costretta a difendere la sua innocenza in un processo farsa fin dall’inizio.

Ha urgente bisogno del nostro aiuto. Angye è a rischio di essere condannata fino a 20 anni di reclusione o peggio, per crimini mai commessi.

In Colombia, la stragrande maggioranza della popolazione è completamente terrorizzata dalla sanguinosa repressione e poche persone hanno il coraggio di mostrare pubblicamente il loro sostegno per paura di rappresaglie.

Qui, alcuni “links” ad articoli che descrivono la situazione in Colombia:

http://www.es.lapluma.net/index.php?option=com_content&view=article&id=2613:colombia-banada-en-sangre-a-un-ano-de-santos-cifras-del-terror&catid=90:impunidad&Itemid=422 (spagnolo)

http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5935 (francese)

http://www.tlaxcala-it.org/article.asp?reference=5878 (inglese)

Se conoscete persone nel campo delle arti, della letteratura, dei diritti umani, della diplomazia; se siete o conoscete i “signor nessuno”, informateli di quanto sta soffrendo Angye Gaona.

Dobbiamo avvertirli ora, perché il tempo è poco.

Abbiamo bisogno di tutti.

Abbiamo bisogno di traduttori, e del passaparola, “di bocca in bocca”, da mail a mail, della nostra azione in tutto il mondo.

Il processo inizierà il 23 gennaio e il verdetto dovrebbe arrivare in due mesi circa. In Colombia è in atto una repressione selvaggia e terribile, sostenuta dal potente governo degli Stati Uniti.

Cerchiamo di essere solidali con questa donna, poeta di talento e madre-capofamiglia. Corre il rischio di essere condannata senza prove e ingiustamente, insieme ad altre tre persone: un sindacalista, uno studente e un sostenitore dei diritti umani, accusati degli stessi crimini; arrestati a pochi giorni di distanza, nel gennaio 2011, con tutto l’apparato repressivo delle forze armate, come fossero i peggiori criminali.

Tutto questo per intimidire gli spiriti liberi che ancora resistono all’orrore in Colombia.

Gaona Angye ha commesso un reato, sì, e continuarà a commetterlo.

Il suo “crimine”, il suo unico crimine, è quello di essere un Poeta e di non approvare le atrocità commesse in Colombia. Il suo unico crimine è quello di amare il suo paese e di difenderlo. “Cambia il tuo villaggio e cambiarai il mondo”

Secondo i suoi avvocati, esiste una seconda accusa, che si aggiunge a quella di trafficante di droga. Il reato di “ribellione”. Per questo Angye potrebbe cadere in una doppia trappola se facesse richiesta di asilo presso un’ambasciata straniera, potrebbe pendere su di lei un mandato di arresto internazionale per traffico di droga. Tuttavia, ciò che davvero vuole è di poter restare nel suo paese, libera e di poter continuare il suo lavoro per la cultura.

Mando questo messaggio a tutti coloro che possiedono ancora un cuore enorme e il coraggio di difendere la libertà che è a rischio.

E’ tempo di unirci nell’azione, per mettere in pratica la solidarietà che non è uno stato d’animo o un esercizio di comodo della filantropia.

E’ già successo molte volte che i poeti, quando non spinti al suicidio, siano stati condannati o vietati (Hikmet, Lorca, Unamuno, Senac, Milosz, e di recente Aung Than Laabi… ) perché avevano una visione profonda dell’esistenza umana, perché era loro inconcepibile rassegnarsi ai tiranni, tollerare in silenzio le sofferenze inflitte ai popoli terrorizzati e, soprattutto, perché era loro impossibile confondere la poesia con la “buona coscienza moralizzare” dei valletti.

Angye Gaona nonostante le minacce che la circondano, mostra un coraggio, una temperanza e un’energia insoliti: è determinata a combattere per la causa comune della poesia-vita, dove la libertà di espressione è un requisito fondamentale.

Diamole, ora subito, un forte sostegno internazionale, inviando una lettera ai giudici e una mail all’Ambasciata della Colombia nel paese di ciascuno di noi.

Fraternità a tutti.

André Chenet

 

Modello della lettera da inviare al giudice. Ognuno può adattarlo a propria discrezione:

(Da inviare per posta raccomandata, se possibile)

Juzgado Único Penal del Circuito Especializado de Cartagena Del Adjunto

Barrio Centro de San Diego,

Calle De La Cruz N º 9-42,

Antiguo Colegio Panamericano

2 º Piso

Cartagena de Indias

Colombia

________________________________________

Nome

Indirizzo

Città, Paese

Indirizzo del sito web di ciascuno (opzionale)

Rif: Radicación o SPOA. 13001-60-01129-2009-02149-00

 

Señor Juez,

Como ciudadano del mundo comprometido con las libertades de los pueblos, con mi alma y mi corazón decidí enviarle esta carta para informarle de mi compromiso y vigilancia en relación con el caso seguido en su juzgado a Angye Gaona, poeta colombiana.

Estoy seguro de que no se juzga en este caso a una mujer traficante de drogas ni una rebelde, sino una “contrabandista” de las palabras y de la poesía, que es consciente de los abusos de los derechos del hombre en su país.

En su nombre, le pido ecuanimidad y razón, a pesar de las presiones políticas.

La poesía y las modestas condiciones de vida de Angye Gaona reflejan su inocencia, mejor de lo que podría hacerlo el mejor abogado. Su único crimen es el de decir la verdad a través de su obra poética.

Me parece esencial para la comunidad colombiana, que se respete la vida y la libertad de sus poetas, que son un poco el alma de su pueblo.

En espera, señor Juez, que usted sea el garante de un juicio justo que honre a las instituciones de Colombia, le ruego acepte la expresión de mi respeto,

 

Firma

* Dopo aver inviato questa lettera (e spedito una copia via mail presso l’Ambasciata della Colombia nel vostro paese), vi preghiamo di farcelo sapere inviando una mail alla poeta Cristina Castello

- castello.cristina@gmail.com

* E per conoscere gli sviluppi di questo caso potete consultare questi siti:

- http://les-risques-du-journalisme.over-blog.com/categorie-10384816.html

 

http://libertesconquises.blogspot.com/ (Sezione: Angye Gaona francese-spagnolo)

http://poesiedanger.blogspot.com/ (Sezione: Angye Gaona, nell’indice a destra francese, castigliano)

Il sito multilingue Facebook per sostenere Angye Gaona:

- ANGYE Gaona – UIS STUDENTE ARRESTATO:

http://www.facebook.com/groups/124203477649040/?ref=ts

Angye Gaona siti:

http://www.wix.com/viento/viento

http://nacimientovolatil.blogspot.com/

http://parchedelectura.blogspot.com/

Indirizzo e-mail dell’ambasciata di Colombia in Italia: eroma@cancilleria.gov.co

Cercate su Internet quello del vostro paese

Versione italiana del testo del poeta André Chenet: da parte di Fabio Barcellandi

Published in: on 21 febbraio 2012 at 09:24  Commenti (1)  

ANGYE GAONA: POETA, DONNA, COLPEVOLE DI POESIA


Avevo solo le mie parole.

Ma le mie parole fendevano il ventre molle del potere,

allora  mi cucirono le labbra, mi vestirono delle loro colpe infami, dei loro abiti lerci.

Avevo solo le mie parole,            leggère

ma le mie parole facevano troppo rumore, come sogni colorati,  e coprivano i loro spari

quindi le imprigionarono dentro mura mute  perché altri non sognassero con me.

Avevo solo le mie parole,            crude

puntate sulla loro vergogna

e le mie parole squarciavano il  velo osceno,

e fu allora che  mi tagliarono la mano che impugnava la lama.

Avevo solo le mie parole,          appena nate

che si alzavano in volo nella loro fetida aria

e allora mi tolsero l’aria,

mi rinchiusero affinchè respirassi la loro.

Avevo solo i miei versi,               liberi,

e la mia verità si aggrappava come edera ai loro piedi piantati nel fango

e divenni dunque la più forte delle minacce

e misero a tacere me, la libertà e la poesia.

Avevo solo le mie parole innocenti, di poeta, di donna

ma poiché la poesia urla nel silenzio assordante

e  come una donna può partorire figli e può seppellire i morti ,

delle mie parole ebbero infine così folle paura

che fui detta “colpevole”  e vollero farmele ingoiare tutte,   ricacciarmele  in gola.

Ma non posso ancora tacere.

Ho solo le mie parole, fatele vostre.

Perché si sappia di che stavo parlando.

Perché  ho sempre detto solo ciò che da lì ho potuto vedere.

Valeria Raimondi

Published in: on 15 febbraio 2012 at 17:51  Commenti (2)  

IN(UTILE) COME UNA POESIA

domenica 19 febbraio vi aspettiamo a Mantova…

 

Published in: on 10 febbraio 2012 at 18:50  Lascia un commento  

Accusa di Poesia

A nome del “Movimento dal Sottosuolo” mi sento di chiedere a tutti i poeti del nostro paese di fare sentire la propria voce chiedendo la scarcerazione di Angye Gaona, poetessa, giornalista e scultrice comlombiana, incarcerata con l’accusa di narco-traffico. Angye, trentaduenne e madre di una figlia di soli sei anni, e che per cinque anni ha organizzato il Festival di Poesia di Meddelin, è stata arrestata tornando a casa dal Venezuela, dove si era recata per presentare un suo libro di poesie. Con il processo, al quale sono stati aboliti i testimoni, iniziato il 23 Gennaio 2012, la poetessa rischia venti anni di carcere, e come tutti potete immaginare i carceri colombiani non sono certo come i nostri. Dalla salita al potere di Juan Manuel Santos Calderón sembra siano spariti oltre settemila tra uomini e donne culturalmente e politicamente attivi.  Se davvero crediamo nella poesia non possiamo starcene zitti.

Vi invito perciò, oltre a divulgare questa notizia, vista l’assenza di informazione italiana, a scivere una lettera, un fax o una mail alle ambasciate colombiane in Italia. Ecco a voi gli indirizzi:

AMBASCIATA DI ROMA
Via G. Pisanelli, 4 – 00196 Roma
tel.: 06-3612131
fax: 06-3225798
http://www.emcolombia.it/embajada/embajada_ante_italia/funcionarios

Vi saluto confidando nella vostra passione, indirizzando questa poesia, che non ho potuto fare a meno di scrivere, a Juan Manuel Santos Calderon.

CANTO XIII (una poesia per Angye Gaona)

“Se tutti comprendessimo che siamo tutti vulnerabili,
saremmo tutti più umani e fraterni. Comprendiamolo!”
- Cristina Castello-

Una grigia giornata, sul mio capo,
si prepara a srotolarmi la notte,
nel pensiero che va di là dal mare,
a Bucaramanga, dove tu, Angye,
soffri l’attesa di chi viene oppresso,
sapendo di non aver mai ficcato
le tue mani nell’illecito sacco
che ingiustamente infanga il tuo paese,
sapendo di aver soltanto lottato
per la giustizia, per la resistenza,
per qualcosa che si chiama verità.
E tu, Juan Manuel Santos Calderón,
di cui oggi nessuno qui ci parla,
no, pensare non puoi di reprimere
la rivoluzione, no, non puoi farlo,
non di certo incarcerando il corpo
che l’idea ne ha generato, non puoi,
perché non puoi incarcerare un’idea,
perché vola l’idea, fugge e naviga,
attraversa gli oceani e va a toccare
tutte le carni vive di chi vive,
perché ormai l’idea ti ha già sconfitto:
forse non oggi, ti dico, non oggi,
ma il suo peso lo sentirai domani,
se non domani, sul letto di morte!
Perché vedi, tu hai rinchiuso Angye,
ma guardami, vedi cosa ho in mano,
sono le sue idee che han viaggiato
fin nella piccola e lontana Italia.
Voglio vedere, io, se tu,  Juan Manuel,
che del mondo ti credi il capitano,
saprai un giorno farti solo uomo
guardando nello sguardo del poeta,
e non so dire di poterti odiare,
ma di provare pena, compassione,
tu vuoi dominare i figli del vento,
noi poeti che viviamo di vita,
ma non puoi sentire il caldo vapore
che dai nostri cuori scava il mondo,
noi che viviamo per un solo lemma:
“Rivoluzione! Rivoluzione! Rivoluzione!”

- Andrea Garbin -

Published in: on 1 febbraio 2012 at 19:41  Commenti (13)  

EVENTI di GENNAIO dove ci trovate…

giovedì 12 gennario – ore 21:30
LIBERO SPAZIO DI COMUNICAZIONE POETICA
a cura di Biagio Vinella
presso BAMBOO CAFè in Viale Piave 75, Brescia

domenica 15 gennaio – ore 21:00
220 VOLTE MAHUNINGA
a cura di Teatro Magro
presso Teatro Sociale, Castiglione delle Stiviere (MN)
- ingresso 10 € -

sabato 21 gennaio – dalle ore 15:30
ADDIO ALLE ARMI – POESIA2PUNTO0
presentano Luigi Bosco e Alessandro Assiri
presso la BocùLibreria
vicolo Samaritana – Galleria Mazzini 1/B – Verona

venerdì 27 gennaio – ore 18:00
LETTURA POETICA AL FEMMINILE
con Monica Ferretti, Chiara Catapano, Valeria Raimondi
a cura di Thauma Edizioni
presso la BocùLibreria
vicolo Samaritana – Galleria Mazzini 1/B – Verona

sabato 28 gennaio – ore 21:30
LA MEMORIA DELLE PAROLE
letture e interventi di Anna Maria Ercilli, Alfredo Gazzina, Angel Galzerano, Michele Gallitto. Musica e parole di Michele Mari.
presso Caffè Galeter, via G.Guerzoni 92h- Montichiari (BS)

Published in: on 3 gennaio 2012 at 20:20  Lascia un commento  

CANTO IX (per il paese che non vuol morire)

In seguito a richiesta,  estratto dai “Canti di Confine”, ri-pubblico il Canto IX, una riflessione in merito alla questione del caso della centrale a biomasse di Castel Goffredo.
Ulteriori informazioni sulla prima edizione, uscita negli USA, contenente i primi cinque canti, si possono trovare QUI.

CANTO IX (per il paese che non vuol morire)

Un soffio di vento spinge gli aironi
al volo planato sulla palude
dove li attende un riposo serale,
dove la flottiglia di anatre sguazza
sovrastando il versare stigiforme
di quella malinconica civetta
che tutte le sere viene a trovarmi:
mi racconta i fatti del giorno, ride,
sogghigna e saltella, mi prende in giro,
talvolta si mette a piangere per me,
e mi fa sognare di quando questo
mio paese non soffriva le pene
del feroce lavorio delle ruspe.
In lontananza l’inverno concluso
se ne va, chino, portandosi appresso
la coscienza del primo cittadino
come una barca che urta lo scoglio
scordandosi la sua vera funzione;
stesi al limite del paese stanno
i primi tronchi da lontano giunti,
morti sarebbero ugualmente un giorno
ma i venditori di morte, azzurri
come i loro bei vestiti e gli sguardi,
li hanno attratti a questo gioco infernale.
Soltanto le pietre, con la saggezza
che le distingue, sapranno giudicare
chi ha ragione di volere propria
l’aria che ci circonda, se l’airone,
se l’uomo, l’aguzzino, il mandante
malizioso, o ‘l primo cittadino.

( Andrea Garbin )

Published in: on 2 gennaio 2012 at 10:10  Lascia un commento  
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